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Roma, Giannini: “Caso De Rossi puo’ minare il gruppo. Il gioco di Luis Enrique? C’era già con Liedholm”

Il ‘Principe’ a ruota libera sulla stracittadina di domenica, sul tecnico spagnolo e sulle polemiche che in queste ore stanno scuotendo l’ambiente giallorosso

L'ex allenatore del Grosseto, Giuseppe Giannini

ROMA INTERVISTA GIUSEPPE GIANNINI / WEB – Giuseppe Giannini, bandiera della Roma negli anni ’80 e ’90, ha rilasciato un lunga intervista in esclusiva per radiocalciomercato.it. Ecco le parole del ‘Principe‘:

Riguardo al derby…

Il derby fino ad ora non è molto sentito – ha spiegatoGiannini -: forse la tensione salirà a partire da domani. E’ importante per entrambe, perché c’è di mezzo la classifica, il terzo posto. Le tante assenze non pregiudicheranno una partita tirata, come d’altronde è il derby di Roma. Una vittoria per salvare la stagione? Vincerlo è importante, ma per fare il benedetto salto di qualitàobiettivi e ambizioni devono essere più grandi. Le ambizioni dei tifosi vorrebbero i giallorossi in vetta al campionato italiano, con un ruolo elitario anche in Europa. Pronostico? Per scaramanzia evitiamolo…

Sul caso De Rossi…

L’esclusione di De Rossi dalla partita control’Atalanta ha scosso gli animi in casa giallorossa, secondo Giannini: “Quando la squadra vede un giocatore importante escluso per un piccolo ritardo è chiaro che possa subire ripercussioni psicologiche, anche se questa non deve essere una scusa: la Roma ha meritato ampiamente di perdere contro l’Atalanta. Questi casi però possono minare la tranquillità del gruppo”.

Sul capitano giallorosso, Francesco Totti

“Un giocatore apparso in dubbio, ma che dovrebbe farcela per il suo ennesimo derby della Capitale, è il capitano Francesco Totti. “I numeri parlano chiaro per Totti: con lui si è perso pochissime volte rispetto ai derby in cui non ha giocato, e questo la dice lunga su quanto sia un punto di riferimento anche quando non gioca bene. Serve all’ambiente, ai giovani, ai tifosi, ma anche a Luis Enrique“.

Il gioco di Luis Enrique…

E proprio sul tecnico spagnolo Giannini ha proposto un’interessante chiave di lettura: “Mi piace che sia stato riportato il calcio offensivo che era venuto a mancare con gli ultimi allenatori, anche se già con Liedholmla Roma giocava di possesso palla, senza lanci lunghi, in maniera propositiva. Non mi piace che, quando la Roma perde il possesso palla, rischi costantemente di subire gol. Non c’è equilibrio, ci sono troppi uomini oltre la linea della palla”.

Un commento su Lamela…

Un altro calciatore di indubbio talento nell’arsenale giallorosso è Erik Lamela, che ha detto di ispirarsi a Zidanesul terreno di gioco. Giannini, ai nostri microfoni, lo analizza così: “Il paragone con Zidane è importante, c’è troppa differenza tra loro. Giocano nello stesso ruolo ma hanno diverse caratteristiche: forse li accosterei per struttura fisica, ma non saprei, perché non ho visto da vicino l’argentino. Ma a livello tecnico sono diversi”.

Si Italia-Stati Uniti di ieri sera….

“L’argomento più fresco è però senza dubbio l’amichevole di ieri sera, in cui la Nazionale azzurra ha perso contro i calciatori a stelle e strisce per la prima volta dopo 78 anni. “Credo che la sconfitta di ieri sia servita per l’immagine, per lanciare negli Stati Uniti ancor di più il loro calcio. Per noi è stata puramente un’amichevole, chiusa lì”.

E infine sulla morte di Lucio Dalla…

Un artista estroso, di grande creatività. Negli anni ’80 ha trovato la consacrazione, e da lì si è sempre confermato un grandissimo cantautore. Dispiace che se ne vada: è andata via una persona molto fantasiosa, vista poco tempo fa al Festival di Sanremo, e anche lì aveva dimostrato il nuovo colpo di genio di dirigere un altro giovane cantante. Le sue canzoni nello spogliatoio non giravano: erano altri tempi, oggi ci sono più cuffie che scarpini da calcio. Prima non c’era l’usanza di ascoltare musica nel pre-gara. Peccato, perché abbiamo perso anni belli per la musica“.

Marco Decrestina