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Polemica Zeman – Juve, Tacchinardi: ”Gli arbitri non ci hanno mai aiutato”

Dopo le dichiarazioni di ieri del tecnico boemo in conferenza stampa a Riscone, l’ex juventino ha voluto esprimere la sua opinione

L'ex centrocampista juventino Alessio Tacchinardi (Getty Images)

POLEMICA ZEMAN JUVE TACCHINARDI ARBITRI / WEB – Alessio Tacchinardi è stato un giocatore della Juventus per ben 11 stagioni: dal 1994 al 2005. Era, quindi, bianconero anche all’epoca delle prime accuse di Zeman, nel 1998, riguardanti l’assunzione di sostanze dopanti, contro gli eterni rivali torinesi. Ieri il boemo, in conferenza stampa ha lanciato un’altra frecciatina alla Juventus affermando che ”28 scudetti sono anche troppi”. L’edizione del Corriere dello Sport di oggi ha pubblicato un’intervista proprio all’ex centrocampista, ora allenatore degli Allievi Nazionali del Brescia. Tacchinardi è tornato a parlare delle polemiche con Zeman e della vicenda di Calciopoli. Ecco le sue dichiarazioni:

Alessio Tacchinardi, bianconero ai tempi delle accuse sul doping: Zeman ha attaccato ancora la Juventus, stavolta sul numero degli scudetti…

Preferisco non replicare: significherebbe scivolare nella polemica. Dico soltanto che sul campo, per me, sono trenta e che il presidente Agnelli fa benissimo a portare avanti la battaglia. Questa è la mia opinione. L’allenatore della Roma ha la sua.

Dal terreno di gioco è l’unica prospettiva: non c’è calciatore passato da Torino che intravveda un’ombra anche minuscola…

Chi si è allenato duramente e ha lottato ogni domenica sa che i campionati sono stati vinti con merito e sudore. Se mi dicono che ci aiutavano gli arbitri, e la battutina qualcuno, inevitabilmente, la fa, io ribatto che non è mai successo. Da fuori c’è chi è prevenuto e guarda anche una posizione nitida con sospetto ma da dentro sappiamo di esserci battuti alla morte e di aver vinto solo con le nostre forze. Se avessi un minimo dubbio, credetemi, lo direi, perché amo vincere, ma in maniera pulita. Non ci sono mai stati favori pilotati, al massimo sudditanza psicologica, ma quella ci sarà sempre e vale per tutte le grandi squadre.

Antonio Conte, che è stato suo capitano, sostiene che chi vince è antipatico…

E’ la verità. Questa Juve diventerà antipaticissima. Nessuno dice che vincevamo perché andavamo presto a letto la sera o davamo il duecento per cento negli allenamenti settimanali: più facili le dietrologie. Chi vince dà fastidio.