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Roma, l’intervista della Gazzetta a Florenzi: “Zeman mi esalta, Totti e Osvaldo fenomenali”

Riportiamo l’intervista uscita nell’edizione odierna della rosea

Alessandro Florenzi

ROMA INTERVISTA FLORENZI GASPORT / ASROMALIVE.IT – Nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport è presente un’intervista al giovane Alessandro Florenzi, centrocampista di belle speranze che tanto bene sta facendo con la maglia giallorossa. Il mediano classe ’91 si è sbizzarrito su vari argomenti, dai suoi compagni di squadra nella Roma all’esperienza con la nazionale Under 21:

Com’è giocare da romano nella Roma all’Olimpico? Quest’estate ci disse che voleva giocarsela con Zeman. Se la sta giocando benone…
«È molto bello, anche se è una responsabilità. Ho la fortuna di avere una famiglia speciale, una ragazza come Ilenia, due tre amici del cuore. Uno staff di 10 persone che mi segue sempre».
Vive ancora con i suoi?
«Sì a Vitinia. In dieci minuti sto a Trigoria».
E con Zeman, al contrario di altri, non ha il minimo problema…
«Assolutamente. Zeman esalta le tue qualità, anzi ti manda oltre quel che puoi fare. Mi sta insegnando tanto».
E con Totti come va?
«Benissimo pure con lui. Sembra che giochi con te da 10 anni, non fa il fenomeno. È fantastico, ma me lo aspettavo così. Bisogna dirlo: vede la giocata prima degli altri».
Lei divide la camera con Destro?
«Esatto. C’è un bel rapporto, siamo venuti su insieme con l’Under, ma lui è un grande attaccante e merita la Nazionale maggiore».
Lei, però, corre molto di più. Dicono che sulla corsa non ce n’è per nessuno.
«E invece Osvaldo nei test è più veloce di me. È pazzesco. Ha una forza fisica impressionante. Io credo che la corsa sia importante, ma devi abbinarla alla tecnica e devi saper fare la tattica. Javier Zanetti è l’esempio: a 40 anni corre come uno di 20, ma sa fare proprio tutto».
Della Roma abbiamo detto: ma è qui per l’Under 21 che si gioca lo spareggio con la Svezia. Ed è uno dei leader.
«Devo ringraziare sempre Ferrara che mi ha scelto quando mi conoscevano in pochi. Mi ha dato grande fiducia. E la stessa cosa sta facendo adesso Mangia. Sulla doppia sfida con la Svezia c’è poco da dire: ci giochiamo due anni di lavoro. Dobbiamo farcela».
Come?
«Giocando il nostro calcio, quello che ci ha consentito di arrivare primi nel girone, ma senza mai sottovalutare l’avversario».
Lei ha fatto più ruoli, qui è un esterno. Qual è il suo vero ruolo?
«Mezzala sinistra, uno dei due intermedi in un centrocampo a tre».