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Tessera del tifoso, avv.Ricchiuto: ”La sentenza del Tribunale può portare a risultati importanti”

Le dichiarazioni di uno dei tre legali che, presentando istanza al Tribunale, hanno costretto la Roma a pagare 5.000 euro di multa

Un fac simile della privilege card della Roma

TESSERA TIFOSO AVV.RICCHIUTO SENTENZA TRIBUNALE RISULTATI IMPORTANTI / ASROMALIVE.IT – Nei giorni scorsi, il Tribunale di Roma ha inflitto una multa di 5.000 euro per l’A.S.Roma come risarcimento ad un fan titolare della Tessera del tifoso (clicca qui per leggere la notizia). Sulla questione, ha parlato l’avvocato Ricchiuti, uno dei tre legali che hanno presentato l’istanza. Ecco le sue parole a Centro Suono Sport:

La questione andava avanti già da tempo, e riguardava il segmento della tutela della privacy. Il tifoso ha presentato un reclamo al garante della privacy per le anomalie della tessera del tifoso relative al fatto che ad essa veniva associato un percorso che, in maniera silente, di fatto costringeva a richiedere e quindi sottoscrivere anche una carta di credito“.

In sostanza, quindi, i club quindi “costringevano” i tifosi che richiedevano la tessera, anche a sottoscrivere un contratto con le banche?
Il garante della Privacy aveva già diffidato le società sul loro modus operandi, dichiarando l’illegittimità di far sottoscrivere ai tifosi anche delle carte di credito“.

Qual è stata la novità introdotta dal giudice del Tribunale di Roma?
La sentenza del tribunale di Roma per la prima volta ha riconosciuto non solo l’esistenza di un diritto di scelta da parte del tifoso ma anche quello di un danno, quantificandolo in 5000 euro, catalogabile come danno morale e non patrimoniale. Si tratta di una lesione del diritto di scelta di chi sottoscrive la tessera del tifoso. Seppur vi fosse una possibile scissione tra l’elemento tessera e quello carta di credito, ciò non era comprensibile alla maggior parte dei tifosi a causa di una comunicazione codificabile solamente da esperti in materia di diritto . Anche il consiglio di stato lo scorso anno paventò l’ipotesi di “pratica commerciale scorretta” da parte delle società in quanto il loro operato non tutelava i dati sensibili del contraente“.

Ed ora quali scenari si aprono?
Per prima cosa occorre chiarire che, trattandosi di danni morali, ogni giudice può quantificare a sua discrezione il danno subito dal tifoso, anzi addirittura potrebbe riconoscere il diritto ma non emettere sanzioni economiche alle società, come in precedenza aveva fatto il Tribunale di Firenze. La sentenza del Tribunale di Roma crea comunque un precedente importante e spendibile da tutti coloro che vorranno presentare reclamo. Se fino ad ora l’argomento veniva trattato con leggerezza, questa sentenza apre una breccia che può portare a conseguenze importanti”.