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AS ROMA Galeone: “Garcia sta dando una mentalità europea alla squadra”

L'allenatore Giovanni Galeone

L’allenatore Giovanni Galeone

Giovanni Galeone, ex tecnico dell’Udinese, ha parlato della gara di domenica che vedrà di fronte i bianconeri e la Roma. Ecco di seguito le sue dichiarazioni:

Il calcio italiano sta mostrando un campionato più bello da vedere, almeno a giudicare da questo inizio di stagione…

“Sicuramente è un calcio un po’ diverso dagli anni passati, un po’ più propositivo. Ci sono stati degli anni di oscurantismo, si picchiava a centrocampo e tutti seguivano il modello sacchiano. Qualche squadra sta cercando di mettere una mentalità più europea, il Napoli e la Roma per esempio”.

Cosa pensa dell’Udinese?

“L’anno scorso giocava male, poi da Pescara in poi ha fatto delle vittorie e si è qualificata. Ha fatto bene alla fine del campionato, ma non è la squadra di tre anni fa, quella era una squadra che praticava un calcio più interessante di oggi”.

E della Roma di questa stagione?

“A me all’inizio intrigava Garcia, ma a dire il vero mi intrigava pure Luis Enrique due anni fa. Avevo parlato anche con Baldini, erano tutti entusiasti ma forse voleva proporre un calcio al quale non siamo abituati. Questo allenatore mi ha impressionato per come gestisce la squadra, non vedevo un insieme così bene organizzato da tempo, per la mentalità difensiva con pochi falli, ma non solo. Col Napoli la Roma ha avuto un momento di calo, ma non ha fatto falli, e parlo di tutti, da De Rossi in poi, non fanno un fallo che sia uno al limite dell’area”.

In Europa però le squadre italiane non vanno molto bene…

“La Juventus è sempre stata propensa a fare della forza la sua grande arma, se ti comporti così in Europa non vai da nessuna parte. Gli arbitri se ne fregano di come ti chiami, ti danno il rigore contro e basta. Se lo fai in Italia contro il Sassuolo o il Chievo non te lo danno mai”.

Vuole fare gli auguri a Vincent Candela che oggi compie 40 anni?

“Vincent è grandissimo, quando alleni questi giocatori capisci perché sono campioni del mondo, non perché io sia un bravo allenatore, ma non ho mai avuto difficoltà con i grandi campioni. Le difficoltà le hai quando non li hai. Sono arrivato a Udine che eravamo ultimi, ho fatto giocare Vincent a centrocampo e a tre giornate dalla fine eravamo già salvi. Purtroppo l’anno successivo è andato via, ma è stato per me un grande aiuto in campo”.

Fonte: Rete Sport