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AS ROMA Da Mazzone a Di Francesco, la maledizione degli allenatori-tifosi

Allenatori tifosi

Allenatori tifosi

La Roma storicamente non è una squadra fortunata. Come testimonianza non serve andare a scavare tra le finali di coppa perse o nelle gare buttate via all’ultimo minuto come ieri contro il Sassuolo, ma basta aprire il singolare capitolo delle sfide contro i cosiddetti ‘allenatori-tifosi’, ovvero quei tecnici dichiaratisi fortemente simpatizzanti dei colori giallorossi che però, per dovere e non per piacere, hanno spesso e volentieri fermato il cammino della Roma.

Il tutto inizia con ‘er sor Magara’ Carlo Mazzone, romanissimo di fede e di nascita, allenatore dei giallorossi tra il ’93 ed il ’96, che sembrava specializzato nel far giocare le proprie squadre al 110% contro la Roma. Sulla panchina del Cagliari nel 1997, con una vittoria per 2-1, finalizzò l’esonero del suo successore in giallorosso Carlos Bianchi. Quando allenava il Bologna interruppe nel 2004 la corsa della Roma di Capello verso il titolo battendola all’Olimpico per 2-1, mentre qualche mese dopo, sempre sulla panchina felsinea, concretizzò anche le dimissioni di Rudi Voller al termine di un netto 3-1 a suo favore. Indimenticabile poi il favore ai ‘cugini’ della Lazio nel 2000, quando con il suo Perugia battè la Juventus sotto l’acquazzone del Curi consegnando lo scudetto ai biancocelesti di Eriksson.

Da sottolineare anche il trand di Serse Cosmi contro i colori giallorossi; il tecnico umbro, simpatizzante romanista, fermò la Roma già nel suo esordio da allenatore in A con il Perugia, costringendo la squadra capolista a due stop stagionali: 0-0 al Curi all’andata e 2-2 all’Olimpico al ritorno. Nel 2005 riuscì ad interrompere l’imbattibilità interna della Roma alla guida dell’Udinese con un corsaro 1-0. Da choc anche l’esordio sulla panchina del Livorno, non a caso proprio contro i capitolini: 1-0 all’Olimpico deciso dal gol dell’ex di Tavano e al ritorno un 3-3 che rallenta la rimonta dei ragazzi di Ranieri. Infine anche con il derelitto Lecce nel 2012 riesce a continuare la sua maledizione battendo la Roma per 4-2 al Via del Mare, nonostante l’imminente retrocessione.

Non male anche il ruolino di marcia di Stefano Colantuono, anch’egli romano e appassionato alla squadra capitolina. Con l’Atalanta vanta due vittorie di rilievo contro i giallorossi: nel 2007 battendo 2-1 la banda Spalletti consegna matematicamente lo scudetto ai rivali dell’Inter, mentre nel 2012 mette in crisi la squadra di Luis Enrique con un 4-1 interno, finito addrittura con Colantuono che pregava i suoi uomini a non infierire sugli avversari sconfitti.

Infine Eusebio Di Francesco, dichiratosi nel pre-partita tifoso della Roma  visto l’ottimo rapporto che lo lega dopo anni alla gente giallorossa. Come segno di riconoscenza ieri il suo Sassuolo (squadra comunque decisamente preparata) ha regalato la prima vera delusione stagionale alla capolista a causa del gol di Berardi in extremis. E la maledizione continua…

Keivan Karimi