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Pallotta: “Con Garcia avevamo giocatori fuori forma, furono loro stessi a dirmelo. Ho scelto Monchi perché…”

James Pallotta
James Pallotta ©Getty Images

James Pallotta, presidente della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla webradio americana in occasione della tournée negli Usa della formazione capitolina. Ecco le sue dichiarazioni: “Sul Milan posso dire che non ho idea di cosa stia succedendo. Non ha senso. Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto. Stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto. Loro dicono che è tutto per qualificarsi alla Champions League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi, non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa! Forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo razionali. Se potete spiegarmi il Milan, perché io non lo capisco…

Pallotta su Spalletti

“Abbiamo iniziato con Spalletti e un paio di anni fa potevo vedere che quello che Garcia aveva fatto bene l’anno prima, per una certa ragione decise di farlo differentemente e i ragazzi non erano neanche in forma fisica. C’erano state proteste da alcuni dei ragazzi che non erano mai stati in una forma peggiore, che è pazzesco, per dirlo loro… ho chiesto a un paio di amici di chi mi sarei potuto fidare nel mondo del calcio e uscì fuori il nome di Luciano. Siamo stati abbastanza fortunati ad averlo con 18-19 partite rimaste, ha perso con la Juventus ed è rimasto imbattuto per le successive 17 partite”.

Perché la scelta di Monchi…

“Il cambiamento che pensavo andasse fatto realmente perché avevo perso molta fiducia dopo i primi due anni nel mio direttore sportivo. Non solo il tipo di giocatori che stavamo comprando, ma un po’ di cose. I primi due anni sono stati ottimi, ma avremmo dovuto costruire su quelli e invece lui continuava semplicemente a fare scambi. Quindi ad agosto, parlando con Franco Baldini, ho detto che avremmo dovuto prendere un altro direttore sportivo. Ho chiesto di Monchi, Baldini mi ha detto che non sarebbe andato da nessuna parte, ma che gli avrebbe fatto una telefonata. Uscì fuori che Monchi voleva parlarmi! Voleva andare via, abbiamo avuto delle riunioni segrete e ci siamo trovati bene da subito. Siamo stati fortunati a prenderlo perché qualcun altro lo voleva per molti più soldi. In due mesi è stato un dono del cielo”.