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Roma – Juventus, un’analisi della partita

Contro una delle pretendenti allo scudetto si e’ vista una buona Roma. Permangono pero’ le indecisioni in difesa e gli errori sotto porta

Francesco Totti e Giorgio Chiellini (Getty Images)

ROMA JUVENTUS ANALISI DELLA PARTITA / ROMA – C’e’ chi ha detto che RomaJuventus e’ una partita come le altre. Qualcuno addirittura disse che anche il derby della capitale e’ una partita tra le tante. Indubbiamente la posta in gioco e’ la stessa ma, per la piazza romana, queste due sfide hanno un significato particolare. Ieri sera, poi, la missione non era soltanto vincere contro la rivale storica ma anche ritrovarsi. O forse incontrare nuovamente quel sogno passato per Capello, Ranieri, Spalletti, un sogno chiamato Roma. C’era bisogno di una risposta alla domanda: si puo’ sognare, magari in un prossimo futuro, anche con Luis Enrique? Ma torniamo a ieri sera. La prima sorpresa e’ stata non vedere Rosi in campo: sulle fasce hanno giocato Taddei e Jose’ Angel. Si era parlato tanto dei progressi del terzino romano e del suo recupero ma si sa, con il tecnico spagnolo, tutto e’ possibile. La seconda sorpresa? Il gol della Roma. Ha fatto una sensazione strana vedere la difesa della capolista cosi’ imbambolata. Allora anche la Juventus compie errori simili? Non e’ cosi’ invulnerabile come si dice. I giallorossi hanno mostrato di avere grinta ma soprattutto voglia di vincere. Certo, dopo il gol del vantaggio, la pressione bianconera e’ aumentata e la squadra di Luis Enrique, per quasi dieci minuti, non e’ riuscita a raggiungere il centrocampo. Ma, nel negativo c’e’ anche il positivo: si e’ potuto ammirare un fenomenale Heinze e soprattutto scoprire che mettere De Rossi al centro della difesa non e’ stata poi una cattiva idea. Le palle recuperate a centrocampo da Greco hanno permesso alla squadra da risalire e di creare qualche occasione ma ancora una volta e’ stata evidente la poca lucidita’ sotto porta. Ieri sera, pero’, la Roma, finalmente, ha praticato meno possesso palla fine a se stesso, ha cercato maggiormente gli inserimenti anche se c’e’ sempre la sensazione che si voglia entrare con il pallone dentro la porta. I problemi piu’ evidenti sono dietro: ogni azione della Juventus sarebbe potuta essere fatale e, in due occasioni, c’e’ voluta la manona di Stekelenburg per evitare il peggio, specialmente su un’incursione di Quagliarella. Come si diceva prima, i due centrali hanno giocato un’ottima gara e Jose’ Angel ieri sembrava leggermente migliorato in fase difensiva ma c’e’ ancora molto da lavorare. C’e’ quasi la sensazione che, in certi frangenti, la Roma, quando e’ attaccata non sappia cosa fare. Il gioco di Luis Enrique, poi, lascia troppo scoperte le fasce e sui contropiedi la Juventus avrebbe potuto far male. E sul tecnico spagnolo che dire? Stavolta le sue scelte erano, per forza di cose, limitate. Certo, magari, si sarebbe potuto inserire Borriello un po’ prima magari al posto di un Lamela iperattivo solo a sprazzi. Almeno non avremmo rivisto l’Osvaldo furioso.

Marco Pennacchia