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Roma, la crisi vera è degli spagnoli. Bojan e Angel sotto accusa

I giocatori attualmente più in difficoltà sembrano i due iberici voluti dal connazionale Luis Enrique viste le loro prestazioni insufficienti

Ancora difficoltà di inserimento per José Angel e Bojan

AS ROMA BOJAN JOSE’ ANGEL / WEB – Sono stati i primi due colpi del calciomercato romanista in piena estate, i primi acquisti della nuova era societaria a stelle e strisce. Ma oggi Bojan Krkic e José Angel Valdes sono i giocatori più discussi della rosa giallorossa. Li ha voluti fortemente il tecnico Luis Enrique, il quale aveva già allenato l’attaccante di origine serba nella cantera del Barcellona e conosceva piuttosto bene il giovane terzino provenendo dalla sua città d’origine, Gijon, capoluogo delle Asturie. Eppure i due talenti spagnoli non si stanno ancora esprimendo ai livelli richiesti, fanno fatica nell’imporre la propria tecnica; forse schiavi del fisico fragile e abituati a ritmi meno asfissianti di calcio nel campionato iberico, Bojan e Angel stanno impressionando in negativo, viste le poche prestazioni sufficienti dei due. Il centravanti ex Barça ha realizzato solo tre reti in campionato, un bottino non pessimo ma piuttosto magro rispetto alla media reti che aveva nella Liga. L’emblema del suo momento no e della mancanza di autostima risaltò nel match tra Roma e Lecce, in cui lo spagnolo fallì almeno quattro occasioni nitide da gol e fu sostituito per il nervosismo scaturio. José Angel invece ha avuto un’involuzione evidente, in estate aveva impressionato per la rapidità e la forza di volontà dimostrata da un ragazzo di 21 anni, poi dopo l’espulsione contro il Cagliari alla prima di campionato si è eclissato, perdendo fiducia e successivamente anche il posto da titolare a favore dell’esperto Taddei. Con questi due momentanei esempi pare continuare la pessima nomea dei calciatori spagnoli in Serie A, visti i precedenti negativi dei vari De la Peña, Mendieta, Zapater o Alex Geijo. C’è tutto un girone di ritorno per migliorare, ma al momento le difficoltà dei giovani iberici sembrano enormi.

Keivan Karimi