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As Roma, La conferenza stampa di Luis Enrique

In vista dell’imminente sfida contro i clivensi  l’allenatore giallorosso risponde alle domande dei giornalisti presso la sala stampa del centro Fulvio Bernardini a Trigoria

Il tecnico Luis Enrique

 CHIEVO ROMA CONFERENZA STAMPA / ROMA – Come di consueto, la conferenza stampa del tecnico asturiano prima della gara contro il Chievo che si disputerà martedì primo maggio alle ore 18.

Di seguito le parole di Luis Enrique:

Cosa chiede a queste ultime tre partite e se possono modificare la sua scelta sul futuro o l’ha già presa?

No, non ho nessun pensiero che non sia preparare la partita, è l’unica cosa che mi interessa, cercare di battere il Chievo poi il resto. Non abbiamo tempo se perdiamo ancora per essere competitivi.

Baldini l’ha confermata: quali sono le sue sensazioni? E’ sembrato un po’ scarico e demotivato… Lei cosa pensa?

Sono molto motivato per questa partita. Non è cambiato niente rispetto a due giorni fa. Ci stiamo vedendo troppo con voi in queste settimane. Il discorso è lo stesso.

Si sente solo rispetto alla società, i tifosi, i calciatori?

No.

Di quanti giocatori ha bisogno questa squadra per essere competitiva?

Bella domanda, ma non credo sia il momento di parlarne. Devo pensare solo al Chievo. So che la risposta non è stata all’altezza, mi dispiace.

Dopo il 2-2 De Santis perde tempo e Totti lo riprende… Ti senti di poter dire di aver fatto qualcosa di importante se col 2-2 tentate ancora di vincere?

E’ stato un gesto strano, Francesco era arrabbiatissimo. Cosa vuoi che dica? La mia squadra anche se è sembrato non è stata all’altezza, io ho visto i ragazzi delusi e ogni volta ho visto la voglia di vincere. Quello che manca sono i risultati, qualche sconfitta è venuta al di sotto del nostro livello. La cosa che dispiace di più è che i tifosi pensano che non ce la mettiamo tutta. Ma il calcio è così, si crea questo clima che non aiuta nè la squadra nè i tifosi. Noi sempre abbiamo pensato che è meglio vincere che pareggiare e io mi sono sempre assunto in rischio di vincere non di pareggiare.

Ha un anno di contratto, la Roma le conferma la fiducia. Eppure lei non si sbottona. E’ lecito chiedersi se non vuole restare e perchè, anche perchè metà della piazza è con lei.

Non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa. Non mi interessa parlare ma lavorare. O rimango o vado via, è facile. Ho detto tante volte di essere un allenatore diverso, quando parlerò con la società faremo delle valutazioni. Luis Enrique sa quello che deve fare al 100%. Io lo so.

Teme un’emergenza in attacco contro il Chievo e Stekelenburg come sta?

Non c’è mai un’emergenza, se Bojan ha preso una botta al polpaccio metteremo Tallo o Piscitella. Sarà una squadra  difficile il Chievo, ricordo il girone di andata. Noi in trasferta siamo in difficoltà, ma pensiamo di farcela perchè c’è tanto equilibrio in questo campionato. Stekelenburg ha ancora dolore alla spalla, penso, ieri non si è allenato.

Nell’analisi del secondo tempo con il Napoli Baldini ha parlato di una contestazione che ha messo paura ai giocatori.

Non lo so, è certo che una partita come quella di sabato la squadra ha fatto un bel primo tempo, ma è difficile sapendo che non abbiamo la fiducia dei tifosi. Nel secondo tempo abbiamo sofferto troppo per la paura di vincere, ma è normale, il Napoli è stato superiore. Il risultato però penso possa essere considerato giusto.

Ha rimpianti per la partita contro la Fiorentina? Arriverà in Europa?

Avere rimpianti non serve a nulla, abbiamo sprecato tante opportunità, tra cui quella contro la Fiorentina. E’ un peccato pensare che potevamo essere lì. Ognuno merita quello che ha ottenuto. Prendiamo questi primi tre punti e poi pensiamo al resto.

C’è un motivo per cui Pjanic non gioca più ai suoi livelli? E’ per il ruolo in cui gioca?

Per me è un calciatore unico e diverso. Sempre a disposizione, gli alti e bassi sono normali. Con i calciatori giovani, anche se di grande qualità, bisogna avere pazienza, è ingiusto fischiare ragazzi di 21-22 anni che sono appena arrivatoi in una nuova squadra o in un nuovo paese (Bojan, Cote, Kjaer etc…) bisogna avere pazienza. Tra 4-5 anni faranno grande la Roma, sono sicuro. E’ un investimento.

Domani torna a disposizione De Rossi: è più facile giochi in difesa o centrocampo?

Ha fatto quasi sempre il regista, domani giocherà come centrocampista.

Lei si aspettava una Roma come è stata quella di questo anno?

Non mi aspettavo nulla, non conoscevo il calcio italiano in profondità come ora. Non avevo un obiettivo se non fare il meglio possibile, fare un gioco diverso -e si è visto nel bene e nel male-… Volevamo vedere cosa succedeva… L’obiettivo era vincere ogni partita. So che non è molto affascinante per motivare voi o i tifosi ma io come professionista la vedo così. Un conto è quello che ti aspetti un conto quello che succede. Quello che conta è cosa si riesce ottenere e il modo migliore è il gioco: come si gioca, perchè si gioca, quali sono i rischi.

Quanti di questi ragazzi giovani sono migliorati in questa stagione?

Per me tutti: è anche la prima stagione per molti, se continuano a giocare e crescere insieme penso sarà un bel futuro. Per voi non sono migliorati, ma per noi sì.

Lei non dà certezze, ma mi sembra un atteggiamento che metta in difficoltà la dirigenza che la difende e lascia la squadra in una situazione aleatoria…

Non dico niente perchè se la dico dopo cinque minuti la sa tutto il mondo. La squadra deve vincere e io devo mettercela tutta in questa partita. Speculare sul futuro non mi interessa. Sono un combattente dal giorno che sono nato, gli asturiani sono tutti combattenti.

Stasera c’è il derby di Manchester.

Mi aspetto una partita bella, con due squadroni. E’ sempre bello vedere la Premier, ma non tifo nessuno.

 

Sara Mascigrande