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Juventus – Roma, Cherchi: “se la Roma becca la partita giusta puo’ far male a chiunque”

Il noto giornalista parla anche dei punti deboli e di forza della Juventus, di Totti e Del Piero

Juventus e Roma logos

SERIE A JUVENTUS – ROMA LUIS ENRIQUE TOTTI DEL PIERO / TORINO – Francesco Cherchi, noto giornalista, ha lasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla sfida di stasera tra la Juve e la Roma di scena a Torino alle 20,45:

Come arriva la Juventus ad una gara come questa?

“Arriva nelle migliori condizioni: è prima in classifica, è imbattuta, non ha giocatori infortunati, né squalificati e sta bene sia di testa che di gambe. C’è solo un piccolo dubbio legato alle condizioni di Quagliarella, che ha accusato un problema all’adduttore. E’ stato inserito nella lista dei convocati, ma la sensazione diffusa è che non verrà rischiato. La formazione non possiamo ancora darla per certa. Conte è solito comunicare le proprie scelte alla squadra solo a poche ore dalla gara o addirittura allo stadio. E spesso regala qualche sorpresa. Pronosticare gli undici è ancora più difficile quando non si hanno neppure certezze sul modulo. In conferenza stampa ha dichiarato che l’assetto difensivo sarà lo stesso adottato in tutte e due le partite. Non è chiaro però se il riferimento fosse alle ultime due gare di campionato o alle ultime due contro la Roma. Le ipotesi sono due: 3-5-2 o 4-3-3. La prima opzione è quella più gettonata: difesa a tre con Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio e De Ceglie; in avanti Matri e Vucinic. Se invece puntasse sul 4-3-3, De Ceglie si accomoderebbe in panchina, Lichtsteiner scalerebbe sulla linea dei difensori, Chiellini sarebbe dirottato a sinistra e in avanti verrebbe inserito Pepe”.

Cosa può cambiare rispetto alla gara di Coppa Italia?

“Cambieranno molti interpreti. Vedremo i titolarissimi bianconeri. In Coppa Italia Conte ha dato tanto spazio a quei giocatori che sono stati utilizzati meno in campionato: ha schierato un centrocampo a cinque con Lichtsteiner, Marrone, Pirlo, Giaccherini ed Estigarribia; in attacco Borriello e Del Piero. E da quelle che sono le indiscrezioni provenienti da Trigoria, anche Luis Enrique dovrebbe mettere in campo una formazione sensibilmente differente rispetto a quella varata lo scorso 24 gennaio. La speranza, da parte nostra, è che non cambi anche l’esito dell’incontro”

Quali sono i punti di forza e deboli della Juve?

“Questa squadra ha fondamenta solide: la difesa meno battuta d’Europa ed un centrocampo straordinario che abbina quantità e qualità. Poi c’è Antonio Conte, che ha saputo plasmare la squadra in pochissimo tempo: ha dato una grande organizzazione di gioco e ha trasmesso ai giocatori grinta e mentalità vincente. Tra i punti di forza, sicuramente, lo spirito di gruppo e la camaleontica capacità di variare assetto tattico non solo da una partita all’altra, ma anche all’interno della stessa gara. Molte sfide sono state risolte proprio nella ripresa, con un cambio di modulo che ha messo in difficoltà gli avversari. Difficile trovare punti deboli. Sicuramente si può e si deve migliorare in fase di finalizzazione. Questa è l’unica critica che viene spesso rivolta a Conte ed alla sua squadra: l’attacco segna poco in rapporto alle occasioni create. Non a caso la dirigenza sta lavorando in sede di mercato per cercare di colmare questa lacuna”.

Cosa si teme della Roma?

“E’ una squadra imprevedibile, con un ottimo collettivo ed alcune individualità micidiali. Come ha detto oggi Conte in conferenza stampa, se becca la partita giusta può fare male a chiunque. E’ indubbiamente temibile dalla cintola in su: ha centrocampisti di grande qualità ed una rosa di attaccanti molto importante”.

Qual è la considerazione tecnica della Roma negli ambienti juventini?

“Non può che essere elevata. Il fatto che la Roma sia ancora in corsa per il terzo posto, a sei giornate dalla fine, certifica la bontà del lavoro svolto. Quando in una società cambia quasi tutto – proprietà, dirigenti e tanti giocatori – è naturale che serva del tempo. L’esempio della Juventus è lampante: l’anno scorso, dopo la rivoluzione marottiana, è arrivato un settimo posto; quest’anno, invece, si stanno raccogliendo i frutti di quel lavoro, sia a livello tecnico che economico. La Roma ha sbagliato qualche mossa, ma ha posto le basi per il futuro. Ora la società giallorossa interverrà soprattutto nel reparto difensivo: con i giusti inserimenti, sono convinto che la squadra possa tornare altamente competitiva già nella prossima stagione. Dico di più: senza l’infortunio di Burdisso, a quest’ora la Roma avrebbe già staccato il biglietto per l’Europa che conta. L’argentino era il vero leader della difesa e accanto a lui, probabilmente, avrebbero fatto bella figura anche quei difensori che in questa stagione sono finiti nel mirino della critica”.

Il giocatore che toglieresti alla Roma?

“Senza dubbio Totti o De Rossi. Sono i trascinatori, le guide spirituali di questa squadra. Determinanti non solo per il grande apporto che forniscono dal punto di vista tecnico e tattico: con il loro carisma trasmettono tranquillità e sicurezza al resto della squadra e soprattutto ai tanti giovani talenti giallorossi, che più degli altri necessitano di punti di riferimento”.

Un commento su Luis Enrique.

“La considerazione generale espressa precedentemente sulla Roma, vale anche per Luis Enrique. Viste le premesse, giudico positivamente la stagione della squadra giallorossa e quindi anche l’operato del tecnico. Sono d’accordo con Sacchi quando dice che lo spagnolo merita un voto altissimo. Ha dato una precisa impronta di gioco alla sua squadra e non è un dettaglio da sottovalutare. Ha pagato il fatto di essersi ritrovato senza un leader in difesa, dopo l’infortunio di Burdisso. E la difesa si sa quanto sia importante, soprattutto nel campionato italiano. A mio modesto parere, i troppi gol subiti non sono attribuibili ad un’organizzazione difensiva approssimativa, ma esclusivamente agli uomini: alla mediocrità dei giocatori più esperti e all’inesperienza di quelli più acerbi”.

Tra i tifosi juventini c’è il timore di poter perdere la testa della classifica a pochi turni dal termine a causa della Roma?

“A sei giornate dalla fine, con Juve e Milan divise da un solo punto, credo sia normale provare timore e tensione, vale per entrambe le tifoserie, a prescindere dall’avversario di turno. Ogni partita ha le sue insidie, come testimoniano i tanti pareggi della Juventus con le squadre medio-piccole e la recente sconfitta casalinga del Milan con la Fiorentina”.

Si dice che Borriello non verrà riscattato dalla Juve, che ne pensi?

“Ad oggi è la soluzione più probabile. Borriello non sembra rientrare nei programmi futuri della Juve. La società ha rinnovato i contratti di Matri e Quagliarella, che resteranno quindi a Torino anche nella prossima stagione, assieme a Mirko Vucinic. Se consideriamo che la dirigenza bianconera sta lavorando per acquistare altri due attaccanti – un top player ed una giovane promessa -, appare improbabile una conferma dell’attaccante napoletano. Poi, chiaramente, se Borriello da qui alla fine dovesse segnare quattro-cinque gol decisivi in campionato e decidere la finale di Coppa Italia, lo scenario potrebbe cambiare. La realtà, però, adesso è un’altra: Borriello, fino ad oggi, ha giocato poco e quelle poche volte in cui è stato gettato nella mischia da Conte non ha brillato. A gennaio si è presentato a Vinovo in condizioni fisiche non ottimali. I preparatori bianconeri lo hanno fatto lavorare sodo e lui ha raggiunto uno stato di forma accettabile solo a marzo. Avrebbe bisogno di giocare con un po’ di continuità, ma arrivati a questo punto, probabilmente, Conte preferisce puntare su attaccanti già collaudati. Borriello gode comunque della stima dell’allenatore e non escludo che possa avere una nuova chance, magari già contro la Roma”.

Totti e Del Piero, due capitani, due bandiere della propria squadra e due amici. Se per il primo il futuro sarà ancora in giallorosso, per il secondo non è ancora definito. Un commento su questi due giocatori.

“Capitani con ‘C’ maiuscola. Non hanno mai abbandonato la propria nave, anche nei momenti in cui avrebbero potuto farlo. Del Piero è rimasto al timone anche quando la Juve è affondata in Serie B, o meglio, quando è stata affondata. Totti ha preferito continuare a giocare nella sua città, con la sua squadra del cuore, nonostante avesse più di un estimatore. Hanno scritto pagine importanti di storia sia nei loro club, sia in Nazionale. Sono fuoriclasse da ammirare, da celebrare e – aggiungo – da confermare. Purtroppo la società bianconera ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza del suo simbolo, nonostante una grande sollevazione popolare. La nostra redazione ha già raccolto quasi 50.000 firme per cercare di convincere il presidente Agnelli a regalarci un altro anno di Del Piero. Non sarebbe un segno di riconoscenza verso il giocatore, ma un atto dovuto per quello ha fatto in passato e per quello che sta facendo nel presente”.

Fonte: “vocegiallorossa.it