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Progetto Roma, Florenzi: “una chiamata dalla Roma? sanno dove trovarmi”

L’ex capitano della Primavera giallorossa parla anche di Luis Enrique, dell’under 21 e di Francesco Totti

L'ex capitano della primavera Roma Florenzi

ROMA FLORENZI TOTTI LUIS ENRIQUE CROTONE FABREGAS ITALIA UNDER 21 PRIMAVERA ROMA  / CROTONE – Alessandro Florenzi, ex capitano della primavera giallorossa ora in forze al Crotone, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport sul progetto Roma di cui vorrebbe far parte, su Luis Enrique, su Totti, sull’under 21 e anche su Fabregas al quale vorrebbe assomigliare:

FLORENZI E LA SUA VENA REALIZZATIVA

«Mi viene naturale seguire l’azione negli ultimi venti metri. Se va bene sono lì pronto, altrimenti indietro tutta e si ricomincia. Qualche gol l’ho sempre fatto, anche nella Primavera della Roma. Restava da vedere se sarei stato capace di farne anche in un campionato duro come quello di B. Sembra che si possa fare».

FLORENZI E LA ROMA

«Una chiamata dalla Roma? Io sono qui, sanno dove trovarmi. A giugno me ne torno a casa a Vitinia e si vedrà».

FLORENZI E L’UNDER 21

«Un’occasione unica, sono stato bravo e fortunato a sfruttarla. Ringrazio Ferrara che ha creduto in me. Ricordo che in avvio di campionato Menichini mi chiese se potevo giocare terzino visto che in quel ruolo non aveva nessuno. Terzino?!! Ok mister, mi dia quella maglia. Così sono diventato titolare in B e Ferrara in quel periodo, fine agosto primi di settembre, cercava giocatori già pronti sotto il profilo dei minuti nelle gambe. Da lì all’esordio in Ungheria sono passati pochi giorni».

RIGUARDO TOTTI

«Totti, non si discute. Gli ho fatto anche da raccattapalle. Sono romano e romanista da sempre, andavo in curva Sud a tifare giallorosso. Lì ho conosciuto anche la mia fidanzata Ilenia, una tosta, con cinque anni di curva sulle spalle».

FLORENZI E FABREGAS

«Vero, un centrocampista al quale vorrei assomigliare, uno che gioca ovunque e bene. Io in piccolo… E poi adoro il Barcellona e il suo modo di giocare».

SU LUIS ENRIQUE

«Mi piace la proposta di gioco dell’asturiano. L’idea di un gioco che prediliga il possesso palla»