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Catania, Lo Monaco: “Montella ha il dna del grande allenatore”

Intervista a un dirigente che l’Aeroplanino lo ha voluto e lo conosce bene

Vincenzo Montella

LO MONACO MONTELLA / WEB – E’ stato intervistato da “Il Romanista” l’ex ad del Catania Pietro Lo Monaco colui che, lo scorso anno, ha voluto Vincenzo Montella sulla panchina del club siciliano.

Si riporta di seguito qualche dichiarazione dell’ex dirigente.

Cos’è che ha intravisto in lui e che l’ha quindi spinta a sceglierlo, nonostante la sua esperienza ad alto livello fosse limitata a poche partite alla Roma al posto di Ranieri?
Quelle gare sono state solo di conferma, perché seguivo Vincenzo fin da quando aveva preso ad allenare i Giovanissimi della Roma. Mi aveva colpito il fatto che avesse chiuso la stagione senza aver mai perso una partita. Il Catania, per una propria precisa politica, ha sempre puntato su allenatori giovani. Perché forte di una struttura societaria che poteva seguirli e supportarli in qualsiasi momento. Di conseguenza, il passo è stato breve. Penso che Montella abbia il dna del grande allenatore. E ha tutto per poter far bene“.

Cos’è che poi ha più apprezzato di Vincenzo, nel corso di questa stagione?
Soprattutto la serenità nell’affrontare ogni tipo di impegno, e la voglia di mettersi sempre in discussione, sia sul piano del gioco che come proposta di lavoro. E quindi, non mi stancherò mai di dirlo, Montella ha tutto per diventare un allenatore importante e sono convinto che il tempo mi darà ragione“.

Lei saprà che Luis Enrique, al di là delle valutazioni tecniche, ha lasciato una traccia, qui a Roma, soprattutto per le proprie qualità umane. Mi sembra di capire che lei ritiene Montella in grado di seguirne il solco, sotto questo profilo, e di avere la stessa capacità di gestire il gruppo e farsi apprezzare da questo.

Senza dubbio. Lei sfonda una porta aperta. Basti dire che io ho rischiato, in serie A, con un giovane che non aveva mai avuto un’esperienza continuativa a certi livelli. Evidentemente avevo, e oggi ho ancora di più, una stima nei suoi confronti che andava al di là di ogni ragionevole comprensione. Mi auguro solo che continuino a supportarlo perché questo è un aspetto fondamentale per qualsiasi allenatore“.