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Roma-Sampdoria, il dopogara è amaro, ma c’è voglia di rivalsa

Le dichiarazioni dei giallorossi nel postpartita

A Zeman la Roma di ieri è piaciuta

ROMA SAMPDORIA INTERVISTE POSTPARTITA / ASROMALIVE.IT – Ancora una volta la Roma non riesce ad espugnare l’Olimpico. Tre gare che hanno visto due pareggi e una sconfitta, tre partite rocambolesche. Al termine della gara contro la Sampdoria tre protagonisti hanno però opinioni contrastanti e su cui val la pena riflettere.

Florenzi pensa positivo, sarà perchè è tifoso giallorosso, sarà perchè non molla mai ed è stato ancora tra i migliori in campo: “Io resto convinto che siamo sulla strada giusta e su questa dobbiamo continuare a lavorare e faticare. Il risultato non ci fa certo piacere, ma io questo pareggio non lo considero un passo indietro. La partita l’abbiamo fatta noi, volevamo vincere per i nostri tifosi che anche di mercoledì sera si sono presentati in tanti allo stadio. Il pareggio che abbiamo subito è stata una casualità. Può succedere a tutti un errore come quello di Stekelenburg, diciamo anzi che in quell’occasione ci sono stati anche tanti altri piccoli errori, a cominciare dal sottoscritto visto che sono uscito male su quel pallone. Io per gran parte della partita ho visto una buona Roma e non mi è parso ci siano stati cali di tensione. Ho sentito dire che abbiamo commesso tanti errori, a me francamente è parso che di errori non ne abbiamo fatti tanti, ricordo, semmai, parecchie parate del portiere avversario e qualche pallone uscito per una questione di centimetri. Siamo delusi, è chiaro, ma questo non vuole dire che andremo a Torino demoralizzati, anzi sono convinto che saremo ancora più carichi. Sarà una battaglia e potete stare certi che noi ce la giocheremo sino in fondo”.

Castan invece, forse per l’esperienza accumulata, è più critico: “La prima cosa che voglio dire è che siamo stati messi in difficoltà da una Sampdoria che è stata la squadra più rapida che finora abbiamo incontrato. In ogni caso posso assicurare che nessuno di noi stava pensando alla Juventus. E’ vero, però, che nella ripresa caliamo un po’ e questo ci crea qualche problema. Dovremo lavorare ancora più forte. Ora dobbiamo cercare di metterci alle spalle questa delusione e prepararci per Torino dove dovremo andare per recuperare i punti con la Samp“.

Mister Zeman invece elogia i suoi: “Io ci metterei la firma a giocare tutte le altre partite di campionato come abbiamo fatto stavolta. Abbiamo tirato in porta almeno una ventina di volte e la Sampdoria, nel secondo tempo, ha passato la metà campo soltanto in due circostanze. Io alla mia squadra non mi sento di rimproverare niente. Ha prodotto gioco, ha creato opportunità. Di più non si può volere”. Una provocazione, forse. Zeman va avanti spedito per la propria strada. “L’unica cosa che non mi è piaciuta è come abbiamo attaccato nel secondo tempo: dovevamo sfruttare maggiormente l’uomo in più, dovevamo fare uscire i difensori della Sampdoria dalla propria area invece abbiamo cominciato a giocare palloni lunghi e inutili. Segno, comunque, che la squadra aveva voglia di vincere. Abbiamo attaccato, ma male. Siamo andati all’arrembaggio con i palloni lunghi. Quello non è il mio gioco… E il mio calcio si può giocare anche alla prima giornata”.

 Ufficialmente, il boemo non boccia nessuno. Neppure il maldestro Stekelenburg. “Ha commesso un solo errore, può capitare. Io spero che in futuro ci aiuti. Goicoechea dentro? E perché? Stekelenburg, vedrete, quando sarà impegnato ci darà una mano. E su quell’azione c’era un netto fallo su Marquinho che non è stato fischiato».
Resta il fatto, al di là delle parole del tecnico, che la Roma non riesce a chiudere una partita con la stessa intensità di gioco e di corsa per tutti i novanta minuti. Primo tempo sparato, ripresa con la lingua di fuori.”Ripeto, la squadra non è andata male. Leggete con attenzione le statistiche e sarete d’accordo con me. Primo tempo buono, poi troppi palloni lunghi. Ma non è vero che le nostre occasioni sono state soltanto frutto di giocate individuali”. Destro ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. “Ha avuto quattro occasioni, se avesse fatto quattro gol sarebbe stato un fenomeno… A me non è dispiaciuto per come ha lavorato per la squadra”.
E sabato a Torino contro la Juve. “Non sono un indovino per prevedere cosa accadrà. Mi auguro che possiamo crearle problemi, ma non so se martedì è stata la Fiorentina a fermare la Juve o viceversa… A Torino ce l’hanno con me? Allora dovrebbero avercela anche con tutti i pubblici ministeri”. Finalino su Ferrara. “Non ci siamo incrociati, non ho potuto stringergli la mano. Ma essendo io più grande di lui, non toccava a me cercare di incontrarsi…”, la sua bacchettata. Replica immediata di Ferrara: “Doveva venire lui da me: io ero l’ospite. E l’avrei senz’altro salutato”.