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Roma: tutti gli uomini di Zeman…o no?

Interessante analisi del Corriere dello Sport, giocatore per giocatore

Florenzi è perfetto per il gioco di Zeman

ASROMA ANALISI GIOCATORI PER ZEMAN / ASROMALIVE.IT – Sul Corriere dello Sport di oggi c’è un’interessante analisi riguardo i giocatori che Zdenek Zeman ha a disposizione. Ne esce fuori un quadro utile a capire la situazione.

La sensazione generale è che la squadra giallorossa sia carente in alcuni punti che sarebbero fondamentali per giocare un calcio fatto soprattutto di velocità e gioco sulle fasce. In tutti i settori sembrano essere venuti a galla problemi che all’inizio erano soltanto stati ipotizzati. Troppi giocatori abituati a portare palla, quelli che Zeman ha definito “di manovra” . Pochi esterni portati all’attacco degli spazi laterali o alle sovrapposizioni. Pochi attaccanti in grado di tramutare in gol la mole di gioco che si crea, o almeno dovrebbe crearsi.

Ecco l’analisi reparto per reparto fatta dal giornalista Ghiacci:

DIFESA: Piris non è considerato adatto perchè è uno di quei terzini che non spinge in fase di attacco, poi gli errori delle prime partite hanno fatto il resto. Taddei non è adatto al gioco di Zeman solo in parte. Infatti si porta dietro un solo, grande, problema: ha già dato il meglio di sé e al massimo può rappresentare una validissima alternativa. Ma per correre dal primo all’ultimo minuto serve un’altra freschezza. Balzaretti è il classico esterno sinistro, gioca con lo stesso rendimento in qualsiasi modulo. Lui sì, per Zeman va bene, ma non potrà mai fare la differenza da solo. Dodò dovrebbe essere più che adatto al 4-3-3 di Zeman. Dovrebbe, perché non ha ancora mostrato nulla di sé, se non qualche minuto nel test di presentazione contro l’Aris. Nicolas Burdisso da questo punto di vista non dovrebbe avere particolari problemi a partecipare alla manovra. In più è uomo-spogliatoio e aggiunge doti caratteriali che in pochi hanno. Il guaio è che ha ripreso con le partite vere solo dall’inizio di questo campionato e la forma non sembra ancora delle migliori. E’ stato fermo quasi un’intera stagione e si vede. Castan è quello che tra i nuovi finora è andato meglio di tutti. Un acquisto azzeccato. E’ stato un vero affare se si pensa al rapporto qualità-prezzo: in giro per il mondo di centrali affidabili non ce ne sono poi tanti. Tecnica, forza e autorevolezza. Sul brasiliano Zeman potrà sempre contare senza nutrire alcun dubbio. Frutto del vivaio di Trigoria, Alessio Romagnoli ha convinto tutti, da Sabatini a Zeman. La Roma ci punterà per il futuro. Difficile dire ora se sia o meno adatto al gioco del boemo: non ha ancora esordito in serie A. Le doti mostrate in allenamento e i complimenti dei compagni sono il suo biglietto da visita. Mancino, grande doti fisiche, potrà garantire un buon futuro alla difesa giallorossa. Più avanti, però. Marquinhos: la Roma ne ha curato l’acquisto tenendolo nascosto il più possibile. Il fatto che i tifosi del Corinthians si erano ribellati alla sua cessione lascia immaginare che si tratti di un buon giocatore. Lui però ha soltanto 18 anni e per ora Zeman lo ha provato da esterno destro e non da centrale, ruolo per il quale è stato ingaggiato.

CENTROCAMPO: De Rossi da regista non è adatto per Zeman. Da intermedio potrebbe esaltarsi anche in zona gol. Ma come prima cosa serve che torni lui, come forma e come voglia.

Lo ha espressamente chiesto alla dirigenza. Ciò significa che Zeman ha visto in Tachtsidis doti che possono andare bene per il gioco che ha in mente. Il greco ha già dato dimostrazione di avere i colpi dell’ottimo centrocampista ma a soli 21 anni e dopo appena quattro partite in serie A non può essere caricato di responsabilità. Fisico, tecnica e visione di gioco: su di lui il boemo potrà costruire qualcosa di buono. Miralem Pjanic non si discute come giocatore, ma forse non è l’intermedio ideale di Zeman: è abituato a portare palla, perché in possesso di una tecnica di base straordinaria. Alessandro Florenzi è stata la vera sorpresa di questo avvio di stagione. Lui sì che va benissimo per il gioco di Zeman. Corre senza sosta e si inserisce proprio come richiesto dall’allenatore. E in più un grande carattere e una testa già da professionista. Florenzi non molla mai. E’ stato acquistato per due motivi Bradley: perché è un buon centrocampista e perché è statunitense, come la proprietà. Zeman, non appena lo riavrà a disposizione, ci punterà, perché Bradley ha dimostrato di saper giocare tranquillamente in serie A, meglio di tanti altri centrocampisti. Impegno, corsa e carattere le sue migliori doti. Marquinho le giuste caratteristiche le avrebbe tutte. Corsa, tecnica, capacità di inserimento. In più si è detto più volte che con Zeman avrebbe potuto ricoprire i tre ruoli di esterno sinistro.

ATTACCO: Osvaldo: la sua partenza è stata super: gol e gioco, il gioco chiesto dall’allenatore. E’ uno dei punti di forza della Roma, può giocare anche da esterno e non solo da centravanti. Senza di lui è tutto più difficile. Grande finalizzatore, è naturalmente dotato dei movimenti tipici, del 4-3-3 zemaniano. Mattia Destro non ama giocare esterno, perché nasce centravanti. Ma è forte davvero. E giovane: a 21 anni si può mettere tranquillamente a disposizione del tecnico, sapendo che la cura Zeman non potrà che fargli bene. Presto potrà tranquillamente diventare un intoccabile di questa squadra. Erik Lamela nasce trequartista: l’ideale sarebbe lui dietro a due punte, un modulo che per ora a Trigoria non è previsto. Si sta impegnando ma il tempo a sua disposizione sta per scadere. Urge un cambio di marcia. Francesco Totti oggi è ripartito da lì, esterno sinistro d’attacco, senza particolari difficoltà. In forma come non mai, ha ripreso le stesse trame di allora. Chiaro che oggi interpreta il ruolo in maniera leggermente diversa, da regista offensivo. Il problema della Roma non potrà mai essere il capitano: può giocare in qualsiasi modulo. Nico Lopez tra gli attaccanti a disposizione è forse quello che ha le caratteristiche più adatte per fare l’esterno d’attacco. Il giovane sta imparando tutto del calcio dei grandi. Ma ha già dato il primo, importante, segnale appena è stato chiamato in causa. La sensazione è che presto, se qualcuno dei titolari non si darà una mossa, potrà rappresentare una bellissima sorpresa.