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As Roma, Rosella Sensi: “Che errori con Montella e Zeman”

Rosella Sensi parla del passato,presente e futuro

L'ex presidente della Roma, Rosella Sensi (Getty Images)

L’ex presidente della Roma, Rosella Sensi (Getty Images)

SENSI MONTELLA ZEMAN / ASROMALIVE.IT – Nell’edizione odierna, ‘La Gazzetta Sportiva’ propone un’intervista esclusiva a Rosella Sensi. L’ex presidente giallorosso ha poca voglia di fare polemica. Sulla Roma dice meno di quello che può. Ma basta saper leggere tra le righe per capirne di più. Ecco alcuni estratti dell’intervista:

LA CONTESTAZIONE DEI TIFOSI – «Senta, ho passatodue anni pieni di malinconia perché il calcio scandiva la mia vita, anche se ho sempre ricevuto affetto da parte dei romanisti. Ho lavorato per il Comune e ora faccio con piacere la mamma e la tifosa. Ho ricevuto tante critiche ingiuste a cui potrei replicare, ma non lo faccio. Dico solo che, come è stato sbagliato pensare solo a distruggere il buono che avevamo lasciato, sarebbe altrettanto sbagliato farlo adesso».

LE MINACCE RICEVUTE – «Lei sa che per tre anni, fino al2012, ho dovuto girare con la scorta della Digos per le minacce ricevute? Quando i risultati non arrivano i tifosi sono sempre arrabbiati e lo capisco. L’importante è non superare mai i limiti».

IL ‘MEA CULPA’ – «Visti i risultati, credo che gli errori non siano stati poi così tanti. Certo, sbagliamo tutti e io credo di averlo fatto nella comunicazione, quella non borsistica. Però che la Roma stesse per fallire è una favola perché ci sono bilanci certificati che attestano il contrario. La controllanteItalpetroli era un’altra cosa, ma perché si è assunta i debiti del club. Lì da un certo punto in poi non abbiamo messo tanta attenzione, però proprio a causa della Roma».

LA POLITICA DI UNICREDIT – «Con noi è stata molto attenta, adesso dà molta fiducia. Ci saranno delle ragioni».

IL CASO-SOROS – «Su Soros non parlo più, tanto sarebbe inutile».

LA PROPOSTA DI AL QADDUMI – «Se lo sceicco aveva contattato anche noi? Non abbiamo mai intavolato trattative con persone di cui i nostri advisor non avessero verificato la credibilità».

SU LUIS ENRIQUE E ZEMAN – «Io avrei puntato su Montella e non avrei esonerato Zeman».

IL GIOCATORE PREFERITO – «Sempre Totti. E pensare che quando gli rinnovai il contratto l’ultima volta, qualcuno diceva che 5 anni erano troppi».

I RAPPORTI CON DIRIGENTI E CALCIATORI – «Con i dirigenti nessuno, con qualcuno dei ragazzi a volte sì. Si figuri che quando perdevano mi dicevano scherzando: “Adesso non ci può mandare in ritiro”».

LA NECESSITA’ DI UN PRESIDENTE PRESENTE – «Sì, occorre un grande ombrello che prenda le critiche e protegga la squadra. In Italia abbiamo bisogno sempre di un punto di riferimento».

IL NUOVO LOGO – «Se mi piace? Sono una romantica: non lo avrei cambiato. Bisogna rispettare le tradizioni».

NOSTALGIA DELLA ROMA – «La Roma? Mi manca, ma lasciatemi fare solo la tifosa».

IL MESSAGGIO PER LOTITO – «Voglio dire una cosa aClaudio Lotito: per numeri, fatti e successi la prima squadra della Capitale è la Roma, se ne faccia una ragione. Detto questo, mi sono stancata di perdere, voglio ricominciare a vincere ».