As Roma, Mazzone: “Speriamo che la Roma cominci a vincere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:17

Lunga intervista dell’ex allenatore gialorosso

Mazzone
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AS ROMA DICHIARAZIONI / ASROMALIVE.IT – Carlo Mazzone, ex allenatore della Roma, è intervenuto ai microfoni di IlPagellone.it riguardo al momento delicato che sta vivendo la squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni:

Mister, in casa Roma, nei giorni scorsi ci è stato l’esonero di Zdenek Zeman, come valuta questa decisione?

Arrivati a questo punto della stagione, io a Zeman gli avrei dato ancora fiducia. Io avrei portato Zeman fino al termine del campionato, poi avrei valutato. Adesso, per la storia della nostra città, trovare un tecnico che possa andare bene per la Roma sia sul piano calcistico e sui risultati non è semplice.

Come si sarebbe comportato nei confronti del tecnico boemo ?

Avrei detto a Zeman: “Vai fino in fondo, cerca di fare meglio e in bocca al lupo”. Un discorso pieno di entusiasmo e fiducia. Non so il motivo per cui si sono inguaiati a fare questa sostituzione: chiaro i risultati non arrivano, benissimo, ora speriamo che questo nuovo collega cominci a vincere le partite. Senno che succede poi ?.

Mister, la Roma per il dopo Zeman ha scelto Aurelio Andreazzoli. Pensa sia una scelta accomodante verso i calciatori ?

Non ho materia di giudizio su questo nuovo personaggio. Per il collega, quest’esperienza sarà sicuramente forte e dura. Allenare a Roma non è facile, non è certo una passeggiata. Io non le ho mai pensate queste cose. Quando c’è un cambio di allenatore, si manda via per errori, sfortuna o perchè non fa più risultati; viene sostituito, quello che arriva non deve essere accomodante per i calciatori.

Che idea si è fatto della società giallorossa?

Quando si sceglie un allenatore l’ultima ruota del carro da ascoltare sono i giocatori, devono rispettare le decisioni della società, non devono essere i giocatori a comandare. Questo non si verifica se una società è forte. Io non ho mai avuto il piacere di conoscere queste persone, ma sembrano persone perbene, la nuova presidenza ha investito tanti soldi nella Roma.

Lei, quando era allenatore del Brescia ha allenato Pep Guardiola, il quale ha sempre avuto parole di stima nei suoi confronti. Il prossimo anno allenerà il Bayern Monaco, che rapporto ha con il tecnico spagnolo?

Con lui ho un ottimo rapporto, qualche volta ci sentiamo e a natale e ai compleanni ci facciamo gli auguri. Però non mi permetto mai di entrare nei suoi argomenti personali. Pep non ha assolutamente bisogno di un consigliere. Gli faccio i complimenti perchè è un ragazzo eccezionale, non tanto per quello che vince e come gioca la sua squadra, ma come ragazzo; davvero ammirevole, serio, educato, rispettoso, umile. Veramente, di lui, ho un ricordo bellissimo. Sono uno dei suoi primi tifosi.

Infine mister, lei è rimasto nei cuori dei tifosi giallorossi, oltre per essere una grande persona e tifoso romanista, soprattutto per quel famoso derby della stagione 94/95, vinto 3 a 0. Ci ricorda quella vittoria?

Quel derby fu un pò polemico. Durante la settimana ci furono dei giornali che non trattarono bene ne i giocatori ne l’allenatore. Fu fatta una competizione fra i calciatori: per esempio fra i due portieri chi era il più bravo e cosi via con gli altri ruoli. Anche sui mister e Mazzone era un allenatore di provincia. Alla fine solo Aldair vinse un confronto. Allora io giocai su questo fatto e dissi ai miei giocatori: “Aho bisogna fa vede l’orgoglio perchè questo non è più un fatto calcistico, oltre che ci sono dei valori sportivi in questo derby, qui ci hanno mortificato a tutti, se ci abbiamo le palle sotto, lo dobbiamo dimostrare”. Colsi l’occasione da questi articoli sui giornali e da questa competizione indiretta: dissi alla squadra: “mo voglio vede che pesci siete, io non vedo l’ora che viene la partita”. così caricai la squadra per la partita. Vincemmo e avremmo potuto vincere anche con un risultato più sonoro: colpimmo 2-3 pali, il portiere della lazio fu uno dei migliori in campo e vincemmo giocando bene. Fu la vittoria dell’orgoglio dei calciatori e dell’allenatore.

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