All’indomani dell’addio di Claudio Ranieri, l’allenatore giallorosso presente la sfida contro il Bologna
La Roma riparte da Gasperini e ha deciso di sacrificare Claudio Ranieri sull’altare della continuità tecnica. Il giorno dopo il grande scossone di Trigoria, l’allenatore della Roma si è presentato in sala stampa per presentare la sfida di domani (ore 18) contro il Bologna.

Dal futuro giallorosso ai rinnovi, dai recuperi di Dybala e Wesley a Koné, ecco i temi trattati dall’allenatore piemontese nel corso dell’odierna conferenza stampa al centro tecnico Fulvio Bernardini.
Sull’addio di Ranieri e la fiducia nei suoi confronti: “Il comunicato evidenzia la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti. Ho sempre avuto questo sostegno. L’altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto“.
“Io non ho fatto nulla, non mi mettere sullo stesso piano perché io non ho fatto nulla contro nessuno. Quando ho detto che dentro Trigoria si deve crescere perché qui è dove si deve fare calcio, spero. L’unico obiettivo per me è fare calcio qua dentro. Lo stadio, la città e voi ci seguite con continue passioni, ma vorrei che anche voi tornaste parlare di calcio. Non voglio più essere coinvolto alla pari su queste discussioni, dove sono stato tirato dentro”.
Sul recupero di Dybala: “Dall’inizio mi sembra molto difficile, Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Dall’inizio lo escludo, mi auguro a gara in corso. Siamo sulla via giusta, non è questione di condizione. Il rinnovo di Dybala? Il fatto di averlo a disposizione ci dà maggiore valore, perché lui Malen e Soulé hanno giocato solo una partita insieme. Parlare del futuro oggi è veramente difficile, ci sono ancora cinque partite tutte da giocare”.
“Non so come si è arrivati a questo punto con Ranieri. Le vicende sono sotto gli occhi di tutti, non me la sento di comunicare, ne sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango attiva ogni giorno”.
“L’allenatore deve fare il suo ruolo, ma essere complementare con il direttore sportivo. Arrivo a pensare che debbano essere due figure responsabili insieme, nel bene e nel male. Devono andare in coppia. Oggi anche con le proprietà le capacità di fare squadre sono importanti. Bisogna capire le difficoltà dei direttori sul mercato e loro devono comprendere le esigenze dell’allenatore”.
“Massara è una bravissima persona, sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un collante e un feeling importante, sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato nulla di personale, sempre sul lato professionale. La società deve decidere se si può andare avanti insieme”.
Sui programmi della prossima stagione. “Non abbiamo ancora parlato perché siamo ancora impegnati in questo campionato fino al 24 maggio. Quando lo riterrà opportuno la società, bisognerà pensare al futuro”.
Ancora su Massara: “Non è che non fossi contento delle operazioni del ds, ho lasciato sempre molta libertà. Non c’è mai stata chiusura su nessuno. Dal primo giorno ho sempre detto di rinforzarsi davanti. Non mi sembrava una richiesta così straordinaria. Su tutto il resto non ho mai messo veti. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Sull’attacco ho sempre cercato di insistere. Era una cosa così difficile da capire da creare questa situazione? Punto”.
“Sancho non si è potuto fare perché la proprietà giustamente non ha voluto farlo”.





