As Roma, Mazzone: “Voglio solo vedere la Roma vincere qualcosa di importante”

Sul Capitano, Prandelli, la Nazionale e la squadra di Andreazzoli

Carletto Mazzone
Carletto Mazzone

MAZZONE TOTTI ASROMA / ASROMALIVE.IT – Oggi sul Tempo è apparsa una lunga intervista all’ex allenatore giallorosso Carlo Mazzone. Di seguito il testo della chiacchierata con il giornalista S.De Iaco.

Mazzone, secondo lei Totti dovrebbe tornare ad indossare la maglia azzurra?
Queste sono situazioni abbastanza complicate. Innanzitutto io stimo molto Prandelli. È un ottimo allenatore e un grande uomo, credo che lui non abbia bisogno di consigli. Se crede che far ritornare Totti sia una buona scelta, io sono d’accordo con lui. È certo che rivederlo in Nazionale mi renderebbe felicissimo. Questa ragazzo fa parte della mia storia calcistica, ed umana. Ma voglio ribadire che Prandelli ha dimostrato i suoi valori, e merita rispetto e libertà nelle decisioni.

Ma non crede che potrebbe essere controproducente in questo momento della sua carriera?
Credo che la la maglia azzurra verso la fine della carriera potrebbe solo regalargli una grande soddisfazione. Onestamente sta dimostrando di essere ancora un grandissimo giocatore, sta facendo bene a discapito di chi pensava che l’età lo potesse penalizzare.

Quindi non è un rischio?
Se gioca a questo livello nel campionato italiano, non vedo perché non può andare in Nazionale…

Forse perché non ha più vent’anni.
Totti è un giocatore di grandissimo valore e sono sicuro che se venisse chiamato farà di tutto e di più per essere pronto e fare bene. Qualunque avversario dispone sempre una persona fissa per provare a bloccarlo, questo significa che lui fa la differenza. È certo che se dopo 60 minuti, come si dice in gergo, non la prende mai, va in panchina. Ma non accadrà, il ragazzo può ancora dare tanto.

In particolare un campione come lui che valore aggiunge alla Nazionale?
Lui dà la qualità soprattutto nei 30 metri finali che è la parte più importante del calcio. È da qui che nasce il gol e avere in squadra uno specialista, uno che dà la possibilità ad un compagno di tirare è un’arma vincente. E oltre a far segnare è uno che segna tanto, il totale dei suoi gol in carriera è indicativo.

A tal proposito, ha mai pensato che aveva davanti il futuro secondo cannoniere di sempre?
Sarebbe un atto di grande presunzione da parte mia. Di certo sin dal settore giovanile ho capito subito che Francesco aveva grandi qualità tecniche e una buona fisicità che lo avrebbero fatto diventare un campione. Ma da qui a sapere che avrebbe battuto Nordhal proprio no.

Il nuovo obiettivo è Piola.
Ha già dimostrato molto, ma se vuole di più ben venga. Gli auguro solo di vivere tutto con la serenità che ha sempre avuto.

Qual è il segreto di un grande campione come Totti?
Non credo ci sia un segreto. Totti è Totti. L’umiltà e la semplicità per un campione è l’arma vincente. Non ha mai fatto pesare il fatto di fare tanti gol, che è bravo, che ti fa vincere. Per lui è il suo dovere. Viene riconosciuto il suo valore e lui si mette a disposizione sempre della squadra o dell’allenatore del momento. Però vorrei fare un omaggio.

Quale?
Voglio sottolineare come la famiglia di Francesco non si sia mai resa protagonista per aver messo al mondo un campione di questo livello. Complimenti davvero ai suoi genitori.

 

E quando deciderà di smettere?
C’è ancora tempo. Però a fine carriera gli consiglio di chiudersi in una stanza da solo e con serenità di scegliere ciò che crede sia meglio per lui.

In che ruolo lo vedrebbe?
Dovrà fare ciò che gli piace. Ma c’è tempo, deve ancora dare in campo, essere decisivo e portare la Roma avanti.

Rinnoverebbe il contratto a Totti?
Adesso è importante che lui faccia bene. Il campo è il vero giudice, ad oggi Totti fa ancora la differenza ed è uno dei migliori.

Tornando alla Nazionale, un’opinione sulla squadra nel suo complesso?
Ripeto: sono un grande stimatore di Prandelli. È una grande persona e un grande professionista: una squadra affidata a lui è nelle giuste mani.

C’è un altro giocatore in Nazionale che lei conosce molto bene: Andrea Pirlo.
Lo ricordo con grande affetto e stima.

Lo davano per finito e invece, è ancora il perno della squadra e parla di Mondiale 2014.
I giocatori di così grande livello sono sempre importanti e prima di vederli finiti occorre guardare bene quello che fanno sul terreno di gioco. Sono di parte, mi auguro che Andrea continui a fare bene, anche al prossimo mondiale, se è quello che vuole.

Nella Roma c’è un giocatore che l’ha impressionata?
Ci sono tanti giovani promettenti tra quelli arrivati negli ultimi due anni.

 

Il progetto giovani quindi sta portando risultati?
È stato fatto un lavoro di prospettiva, fatto con attenzione e grande lungimiranza. Ci sono 7-8 giocatori che possono far realizzare gli obiettivi che la Roma cerca.

Non resta che la questione allenatore. Andreazzoli?
È un professionista valido. Gli auguro che faccia grandi cose.

Lo confermerebbe per la prossima stagione?
Per fortuna non sono io a dover prendere decisioni di questo genere. Io voglio solo vedere la Roma vincere qualcosa di importante.

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