As Roma, Intervista al Commercial Director dell’AS Roma, C.Winterling

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55

Le nuove strategia per rendere globale il brand della squadra giallorossa

Christoph Winterling
Christoph Winterling

AS ROMA WINTERLING / ASROMALIVE.IT – Un personaggio forse poco noto al pubblico giallorosso, ma che ha un importante ruolo dietro le quinte in merito all’espansione in tutto il mondo del marchio “Roma”.

E’ stato intervistato da Sky Sport 24  il  Commercial Director dell’AS Roma, Christoph Winterling e di seguito sono riportate le sue dichiarazioni:

La proprietà americana ha fatto presente che avrebbe portato avanti un modello gestionale diverso. Ci spiega la vostra strategia e i primi obiettivi raggiunti?
Da un anno e mezzo stiamo facendo un percorso che punta molto sul marchio che vale, oltre a creare una struttura manageriale stiamo provando a fare uscire il marchio Roma dalla città e a portarlo in tutto il mondo, con diverse attività. I fattori fondamentali per fare crescere un marchio globale sono trovare sponsor globali, andare all’estero per fare amichevoli, dare accesso ai tifosi in tutto il mondo alla vita della squadra, ad interagire con la società. Poi durante l’anno coinvolgere bambini con attività.

A livello di calcio italiano ora salta agli occhi il modello tedesco. Il nostro fatturato nel marketing è molto indietro… Come ridurre il gap?
Vero, oggi c’è un gap tra Italia e Inghilterra o Germania, ma se consideriamo che l’Italia ha in tutto il mondo il doppio dei tifosi della Bundesliga capiamo le potenzialità del calcio italiano. Chiaramente servono investimenti nelle infrastrutture, soprattutto negli stadi perché gli stadi pieni danno valore agli sponsor, che poi invitando altri clienti possono offrire un prodotto diverso alla televisione. Servono infrastrutture nel calcio che stiamo cominciando a fare. C’è una grande potenzialità anche nella passione dei tifosi italiani, basta vedere quelli di Roma, una passione come questa all’estero non l’ho ancora vista. Siamo indietro e dobbiamo fare investimenti, ma c’è una grande potenzialità e non dobbiamo dimenticarlo.

Provate a sdoganare il marchio da ormai un paio d’anni. Quale è stata la risposta alla proposta del marchio Roma?
C’è di per sé un mercato difficile, si sente la crisi in tutto il mondo. Noi con gli accordi chiusi, con Disney, Nike e altri, abbiamo avuto grandi soddisfazioni: sono aziende globali che pianificano e valutano bene un investimento e che vedono nella Roma una società che ha un piano chiaro su dove crescere, su quali mercati vuole crescere, oltre a quello italiano America ed Asia. Vedono una strategia chiara, che la Roma investe sui tifosi: da un anno e mezzo investiamo moldo sui social media, abbiamo lanciato facebook, twitter, pinterest come prima squadra nel mondo. Diamo ai tifosi la possibilità di interagire con la società tutto il giorno e questo è un vantaggio per gli sponsor, che vedono che arricchiamo il nostro database e diamo anche a loro la possibilità di interagire con i nostri tifosi.

Ora la Germania va seguita anche dal punto di vista sportivo… Chi tifa lei che è nato in Germania?
(ride) Tifo la Roma.

Per chi tiferà in finale allora?
Sono contento, non ho mai tifato squadre tedesche ma sono contento dei risultati in Champions: penso che il calcio tedesco oltre ai risultati sportivi stia intraprendendo un percorso importante per quanto riguarda la gestione delle squadre, chiaramente con l’aiuto degli stadi. Dal 2006 hanno un vantaggio importante, ma penso anche a come gestiscono gli sponsor. Il Bayern collabora molto con gli sponsor, come stiamo provando a fare noi con Volkswagen. Hanno la possibilità di aumentare i ricavi con gli sponsor. Il modello non va seguito, perché la Roma è un modello unico, ha la sua storia e le sue necessità e le sue possibilità, basta vedere che a Roma vengono 30 milioni di turisti all’anno, una potenzialità che nessuna società tedesca ha, e abbiamo una passione unica. Vogliamo essere unici, ma chiaramente seguiamo il modello tedesco, vediamo cosa fanno e se posso esprimere un desiderio che ho, parlando dei club tedeschi, se vedo il Borussia Dortmund vedo un muro giallo dietro la porta e spero di vedere un giorno i nostri tifosi creare un muro giallorosso, indossando la maglia. E conoscendoli sono convinto che possiamo raggiungere questo obiettivo.

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