As Roma, Nela: “A questa Roma manca la ferocia”

Un paragone impietoso tra la squadra che vinse lo scudetto nell’ ’83 e quella vista ieri allo stadio Olimpico

Sebino Nela
Sebino Nela

ANNIVERSARIO SCUDETTO NELA / ASROMALIVE.IT – Sembra quasi paradossale che l’anniversario dello scudetto del 1983 cada proprio all’indomani della sconfitta contro il Chievo. Una casualità che fa scuotere la testa in merito alla Roma di oggi. E’ stato intervistato un calciatore che faceva parte di quella Roma e che vede trenta anni dopo questa Roma: Sebino Nela ai microfoni di Romanews.

Quali sono i suoi ricordi su quel giorno di 30 anni fa?
“C’è stata questa partita, pareggiata, un punto che ci ha dato lo scudetto. Una giornata felice per me, per Pruzzo, per lo stesso Bruno Conti: tutti e tre abbiamo vestito la maglia del Genoa che si è salvato… ricordi bellissimi anche nel viaggio di ritorno nello spogliatoio, nel dopo partita. E’ stata una bella cavalcata, una grande stagione, scudetto meritato, eravamo una squadra veramente forte che giocava un’ottimo calcio”.

Cosa ha reso quella squadra così forte da vincere in Italia e a sfiorare la Coppa Campioni l’anno dopo?
“Ma non lo so… funzionava tutto, si era creato un feeling meraviglioso tra città, squadra, tifosi, e se a questo aggiungiamo che eravamo un’ottima squadra, ecco qua che i risultati dovevano arrivare per forza. Avevamo un ottimo avversario di fronte: gli anni 80 sono stati caratterizzati da Roma-Juventus ma quell’anno siamo stati nettamente superiori”.

Il compagno di quella Roma che ricorda con maggior affetto?
“Ma nessuno in particolare, tutti i compagni. Avevo buoni rapporti con tutti, con qualcuno si usciva di più, con qualcuno di meno ma avevo un’ottimo rapporto con tutti. E’ stato anche il segreto per vincere”.

La Roma ieri sera ha macchiato la ricorrenza con una brutta prestazione. Cosa pensa dell’attuale momento giallorosso?
“La squadra in questo finale di campionato facendo risultato con Chievo, Palermo, Pescara sarebbe molto molto, molto vicina al terzo posto ed è un peccato perchè la stagione poteva ribaltarsi con un piazzamento clamoroso, ripeto è un peccato. Le partite vanno conquistate e la Juve di Conte lo ha dimostrato con una ferocia con la voglia di vincere a tutti i costi ed è quello che è mancato a questa squadra”.

Pensa che la scelta di Andreazzoli sia stata giusta da parte della società? Lo confermerebbe?
“Non lo so sinceramente la società cosa vuole fare, si sta valutando la posizione di Andreazzoli. Aspettiamo le scelte della dirigenza: i contatti con altri allenatori, leggo che ci sono stati, vedremo su chi ricadrà la scelta di guidare la squadra il prossimo anno”.

Cosa fare per evitare il terzo fallimento e rilanciarsi ad alti livelli?
“Mica facile. Prima cosa scegliere un allenatore e una volta scelto l’allenatore insieme si valuta il reale valore di questa squadra e cosa si può fare per migliorarla, poi bisogna porsi degli obiettivi che possono essere la Champions o cercare di vincere il Campionato e quindi lavorare sul mercato di conseguenza”.

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