AS ROMA Problemi per Garcia. Mercato e giovani sono un rebus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:49
Garcia
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Non lascia dubbi Rudi Garcia quando segna la differenza tra la Roma e il City: “Dobbiamo avere giocatori più forti se vogliamo raggiungere squadre di questo livello”. Di fatto, fa quello che aveva provato a fare già prima della scorsa estate: chiede investimenti, e se vogliamo scarica un po’ chi nella Roma c’è già: magari non tutti, ma certo è chiaro che, per lui, sul mercato si può trovare di meglio. Peccato che proprio Pallotta, poche ore prima del fischio d’inizio di Roma-Manchester City, avesse chiuso la porta con una frase chiara: “Il mercato? Stiamo bene così“. Ma la Roma in Europa non sembra attrezzata per poter giocare alla pari con squadre di alto livello: senza arrivare agli inavvicinabili Real, Bayern, Chelsea e Barcellona, la Roma appare lontana anche da altre realtà. Come il City, appunto, o l’Atletico, o l’Arsenal, forse anche il Dortmund. E non tutti gli uomini presi nell’ultima campagna trasferimenti si sono rivelati funzionali al progetto europeo di Garcia.

Di certo c’è che il tecnico ha mandato dei segnali e al tecnico non servivano i baby arrivati in estate: Uçan, Sanabria, Paredes, scommesse di Sabatini costate più di 10 milioni complessivi (e a giugno per tenerli tutti bisognerà spenderne altri 15) che hanno collezionato complessivamente 41 minuti in campo (38 l’argentino, 3 il turco, 0 il paraguaiano) e infinitamente di più tra panchina, tribuna, infermeria. Lo scorso anno Jedvaj, pagato 5 milioni, non ha praticamente mai visto il campo. Ora al Leverkusen gioca, ieri Voeller era all’Olimpico e c’è chi giura abbia già impostato il discorso con la Roma per riscattarlo sulla base di 10 milioni. Più dura sarà riuscire a valorizzare economicamente Sanabria (che potrebbe costare fino a 12 milioni) o Uçan. Che, pagato 4,75 per un prestito biennale, potrà essere acquistato solo aggiungendo al prezzo altri 11 milioni per un totale dunque di quasi 15. Anche a Sabatini non tutte le ciambelle riescono col buco. A riportarlo è Repubblica.it

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