GAZZETTA DELLO SPORT Tacopina: “Roma, sei da Scudetto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:23
Joe Tacopina
Joe Tacopina

 

Joe Tacopina, ex membro del CDA giallorosso e del Bologna, attuale presidente del Venezia, ha rilasciato un’intervista a “La Gazzetta dello Sport“:

Entrambe le squadre hanno avuto problemi a inizio di stagione. La Roma ha dato fiducia a Garcia, il Bologna ha cambiato allenatore. Scelte giuste?

«Ritengo di sì. Garcia ha fatto grandi risultati a Roma, cambiarlo sarebbe stata una scelta motivata dal panico e non dal contesto tecnico. Invece il Bologna doveva liquidare Rossi molto prima, è bastato l’arrivo del nuovo allenatore per ribaltare la classifica e gli umori».

Tre anni nella Capitale e un anno in Emilia quale eredità le hanno lasciato?

«Sarei un idiota se non avessi imparato tanto da queste esperienze. La prima lezione è che il calcio italiano è più difficile di quello che si pensa dall’esterno. Ho messo tutto me stesso in questa avventura. A Roma ho respirato l’organizzazione di un grande club di livello europeo, a Bologna ho ricevuto l’abbraccio di una comunità che mi ha trattato come fossi di famiglia».

Sarà al Dall’Ara per la sfida?

«Avrei voluto ma ho un meeting importante col sindaco Brugnaro per il progetto del nuovo stadio da 22mila posti che sorgerà vicino all’aeroporto Marco Polo insieme al nuovo palasport da 10mila e un centro commerciale. Siamo nel pieno di una tempesta perfetta che rinnoverà il modo di fare affari a Venezia, dobbiamo solo definire tra due gruppi americani il costruttore che farà da partner all’operazione».

La Roma è da scudetto?

«Sicuro. Questo è il suo anno. Ha una squadra forte e profonda e un grande leader, De Rossi, che la guiderà al titolo. Le altri pretendenti non mi convincono, solo il Napoli può competere coi giallorossi». (…)

Quali sono i giocatori più decisivi delle due squadre?

«De Rossi, Dzeko e Pjanic da una parte, Masina, Oikonomou e Mounier dall’altra. Sono contento che nel Bologna stiano facendo benissimo due ragazzi saliti dalla B»

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«Giaccherini mi piace, ma Florenzi è il presente e il futuro del calcio italiano»