Home AS Roma News - Ultime notizie Roma Calcio Roma-Fiorentina Spalletti: “Io voglio fare solo quello che è il mio lavoro”

Roma-Fiorentina Spalletti: “Io voglio fare solo quello che è il mio lavoro”

Spalletti
Spalletti

A poco più di 24 ore dalla partita di campionato tra Roma e Fiorentina di domani sera alle 20:45, il tecnico giallorosso Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni:

Cosa teme di più della Fiorentina?
“Quello che fa da quattro anni. I Della Valle hanno creato un’opera d’arte, crendo un calcio moderno, spettacolare. Una squadra tosta e convinta. Andando a prendere in esame il gruppetto delle squadre che sono lì dietro a noi è quella più in forma”.

Le condizioni di Pjanic e Nainggolan?
“Sono a disposizione. Solo Falque ha un po’ di febbre”.

Dzeko?
“Ci sono delle cose a cui devo ancora pensare. Mi devo prendere tutto il tempo. Lui ha fatto bene quando è entrato a Empoli, si è allenato bene, però poi c’è anche la valutazione della squadra. Oggi non sono preparato (ride).

Fiorentina e Roma si assomigliano?
“Un po’ sì, entrambe tentano di comandare il gioco. Hanno qualità nei centrocampisti e nei palleggiatori, che sanno proteggere le situazioni. Si fa possesso palla, obbligano l’avversaria a salire. Sono bravi a far tutto, sanno interpretare il gioco altrui con elasticità, creando insidie in base alla tattica dell’avversario prendendosi dei vantaggi. Bisognerà esser più bravi di sempre. Se loro sono convinti di essere un’opera d’arte, devo dire ai miei di fare un capolavoro. Se hanno solidità mentale si può combattere fino alla fine senza farsi influenzare dal risultato”.

Olimpico ancora vuoto, nonostante i risultati.
“I risultati non c’entrano. Spero nel buon senso di coloro che gestiscono questo confronto, questo malinteso che s’è venuto a creare. Posso aggiungere che l’abbraccio avuto a Empoli ci ha fatto sentire comodi. Ed è servito per reagire dopo il loro pareggio. Tutti quelli che erano lì con noi hanno contribuito alla vittoria”.

Kalinic e Dzeko sono simili o diversi?
“Diversi. Kalinic è bravo ad attaccare lo spazio dietro al centrale. Lui è predisposto ad attaccare palla e sotto porta, tornando anche in linea difensiva. Non sente il morso della difficoltà, sa qual è il suo obiettivo e non si lascia distrarre. Dzeko ha altrettante qualità di questo genere, ma gli piace di più la palla addosso. Più che tagliare sul primo palo gli piace ruotare sul secondo per attendere il passante. Kalinic taglia di più sul primo palo. Sono entrambi grandi calciatori. Dzeko ha il blasone, su Kalinic sono stati bravi a intuirlo nell’acquistarlo”.

Burdisso ha denunciato, tempo fa, i ritmi blandi d’allenamento spesso in voga a Roma. Rispetto a dieci anni fa ha trovato un atteggiamento più intenso della squadra in allenamento?
“Con Burdisso ci sono stato poco, ho tentato di essere bravo ma credo di non avercela fatta. Mi farebbe piacere ritrovarlo, perché mi avrebbe sicuramente restituito tutto quello che provavo a dargli. Se ce lo prestano gli si fa vedere come si lavora”.

E’ veramente un ambiente difficile?
“Roma è l’ambiente ideale per lavorare. Nella vita ci sono persone che non fanno e che si accodano a quelli che invece fanno. Per stare a un buon livello tengono l’ambiente a un livello basso per intrufolarsi. Qui le cose si sanno fare. Quelli che non hanno idee e non vogliono migliorarsi si mandan via. Io per primo, è semplice. Sono tornato, sono padrone del mio tempo. Se sono tornato qui è perché qui si lavora bene, e vi si farà vedere. I ragazzi hanno imboccato la strada giusta”.

Pallotta?
“Mi è sembrato contento e libero di far valere la sua qualità di persona. Quando si è tranquilli si riesce a metter sul campo meglio il proprio carisma. Avrà trasmesso tutto alla squadra, parlando ai calciatori. Ha visto l’allenamento, è stato con noi nello spogliatoio. Lui ha voglia di fare, è in sintonia con quanto detto finora. Lui è bravo a trovare gli incentivi”.

Che partita si aspetta tatticamente con la Fiorentina?
“Loro verranno a pressarci alti, hanno sempre fatto così. Cambieranno atteggiamento in base al nostro modo di stare in campo. In Firenze hanno bisticciato molto per capire se la Fiorentina giocasse a 3, a 4 o a 5. In questo sta anche la bravura del loro mister, è lui ad avergli dato questa elasticità di squadra. Hanno intercambiabilità di posizione, hanno Borja Valero, Kalinic, Ilicic. Hanno grandi calciatori. In base alle loro qualità sfornano un buon prodotto. Lo teniamo presente, poi domani si guarda insieme cosa viene fuori”.

Da quando è qui lui si è scoperto molto su tante situazioni. Si sente un po’ solo? Ha chiesto vicinanza alla dirigenza?
“Abbiamo fatto la foto di gruppo qualche giorno fa. I giocatori e non solo sono tutti con me, sono tutti a dirmi dove faccio bene e dove faccio male, mi indicano cosa fare. Sono in ottima compagnia di tantissime persone. Dentro la Roma c’è più di una squadra sola. In quella situazione mancava solo il presidente, ma ora c’è anche lui. Io prendo decisioni che riguardano il mio lavoro, la mia area, la mia posizione. Devo decidere che allenamenti fare, che orari dare, quello che devono mangiare lo dice il nutrizionista, come muoversi il medico, come mettersi le scarpe il magazziniere. Le scarpe le fa trovare sempre lucidissime. Io voglio fare solo quello che è il mio lavoro. Il risultato dipende anche da questo”.

Terrà conto degli impegni che ha avuto la Fiorentina?
“Tra 3-4 giorni si andrà a giocare contro il Real e non andrò a dire ai miei giocatori che sono più stanchi dei nostri avversari. Le partite vanno giocate quando devono essere giocate. Bisogna farsi trovare pronti. Dobbiamo esprimere tutto, da inizio a fine partita. I giocatori lo sanno bene. Fa parte della nostra solidità mentale. Se si vuol passare il turno in Champions si deve vincere”.

Crede che il lavoro che sta facendo con El Shaarawi sia simile a quello che Sousa fa con Bernardeschi?
“Hanno entrambi grandissime potenzialità. C’è sempre un percorso. Se uno dentro quel percorso ha voglia di imparare qualcosa, analizzando il contrasto vinto e perso, rivedendo le difficoltà della partita, allora lì ci sarà una crescita. Quando arrivi in fondo sentirai di aver utilizzato tutte le qualità della partenza. Loro due stanno facendo questo, arrivare in fondo meglio di come sono partiti”.

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