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Empoli-Roma, Martusciello: “Il dislivello è tanto, ma ci faremo trovare pronti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:15
Giovanni Martusciello
Giovanni Martusciello ©Getty Images

EMPOLI-ROMA CONFERENZA STAMPA MARTUSCIELLODopo Luciano Spalletti, anche il tecnico dei toscani Giovanni Martusciello, si è presentato in conferenza stampa per presentare il match di domani del Castellani. Ecco le sue dichiarazioni:

Sul rapporto con Spalletti
I ricordi sono tutti piacevoli e me li tengo stretti perché sono ricordi bellissimi di annate cresciute alla stessa maniera. Siamo arrivati a toccare dei livelli importanti, e il gran merito è di Luciano. Una cavalcata per me impensabile, l’effetto che mi fa è particolare, lo stesso fatto mercoledì a Napoli dopo aver ritrovato Sarri. Ho un rapporto molto stretto, bisogna vedere come reagisco ma è qualcosa di particolare e bello da vivere e assaporare.

Sulla gara di domani
Faremo di tutto per giocarcela a viso aperto, nonostante sappiamo la grande differenza che c’è tra di noi e la Roma. Però più l’avversario è forte e più devi sudare, faticare, soffrire, per riuscire ad ottenere l’impresa. Il dislivello è enorme e va colmato non solo con la tecnica e la tattica.

Sulla squadra giallorossa
La Roma non ha un modulo fisso, dà l’idea di giocare con il 4-3-3 ma con i tre centrocampisti sembra che giochi con il 4-3-3 ma è come se giocasse col 4-2-3-1 perché li fa ruotare e c’è sempre uno sotto la punta con gli esterni alti e la punta centrale che è Dzeko. Rispetto a Napoli ci saranno altre difficoltà. La differenza tra Napoli e Roma è che la Roma è in salute fisica e grande salute mentale rispetto al Napoli. Con la Roma sarà più complicata perché oltre alla qualità se non superiore al Napoli ha una salute mentale impressionante e fanno cose con leggerezza. Bisogna tirar fuori uno sforzo in più ma non si parte battuti dall’inizio.

Spalletti l’ha definita un grandissimo allenatore.
Da giocatore mi ha fatto crescere sotto l’aspetto tattico in maniera esponenziale e se penso che sono arrivato in Serie A è solo merito suo perché sa trasmettere tanto e ti fa credere di essere un giocatore forte. Prima dell’invasione di Spalletti non vedevo vie di uscita. Difficilmente sarei riuscito ad arrivare ai livelli perché mi ha trasmesso questo credere in me. Per me Luciano è un fratello maggiore, come lo è Corsi e come lo è Empoli. Questi aspetti vanno al di fuori della professione. Ho grande stima per l’uomo, se non è il primo è il secondo miglior allenatore in Italia, ma credo sia il primo. Batte le difficoltà, ci crede ed è straordinario.

Su Leandro Paredes, è cresciuto?
Sì, molto. Ho visto la prima partita di Champions in casa e lui è stato preso come capro espiatorio. Da lì si è levato di dosso tutte le polemiche grazie a Luciano, che in questo è il numero uno, sa trasformare le cose che sono nere in bianche. Paredes è cresciuto sotto tutti i punti di vista. A Roma è più complicato ma ha tirato fuori questa personalità che, abbinata alle sue qualità, viene fuori il giocatore straordinario che è.


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