Roma, Canovi in ESCLUSIVA racconta perché saltò l’affare Schick

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05
Patrik Schick
Patrik Schick ©Getty Images

ESCLUSIVA ASROMALIVE.IT DARIO CANOVI SU SCHICK – La redazione di asromalive.it ha contattato in esclusiva Dario Canovi, agente Fifa e noto esperto di mercato. Nell’estate scorsa la Roma è stata vicina a Patrik Schick, attaccante che poi passò dallo Sparta Praga alla Sampdoria. Ecco cosa non è andato, come ci spiega Dario Canovi:

Patrik Schick, 4 gol in campionato, doppietta in Coppa Italia contro il Cagliari, un debutto in Serie A più che positivo
Personalmente non avevo dubbi su questo. Per me non era una sorpresa, mi sarei sorpreso del contrario. Perché Schick facesse quello che sta facendo, almeno per me, era una cosa non dico sicura, perché nel calcio di sicuro non c’è niente, ma quasi.

In estate fu cercato anche dalla Roma, cosa non andò o perché i giallorossi alla fine scelsero di non puntare su di lui?
Per una questione economica, per la Roma 4 milioni e mezzo erano troppi. Il loro interesse era più che forte. Sono anche andato a Praga, ma purtroppo il problema era che la Roma considerava la cifra che chiedeva lo Sparta troppo alta. In più c’è da dire che visti i rapporti più che amichevoli tra Sabatini e Osti, una volta che la Roma ha saputo che c’era l’interesse della Sampdoria, non ha neanche voluto troppo pigiare sull’acceleratore.

La possibilità che un domani la Roma possa prenderlo dalla Sampdoria?
Non lo so, se lo farà gli costerà almeno il triplo. Parto dal presupposto che quando sei sicuro di un giocatore, e di solito Sabatini lo era, sono rimasto abbastanza sorpreso che la Roma non lo abbia preso, e lo dico con molta sincerità. Perché sapevo che le relazioni che erano state fatte su di lui erano estremamente positive, per cui quando tu sai che c’è un giovane di 20 anni che sta giocando come sta giocando, capocannoniere dell’Europeo Under 21, in questo momento è il giocatore che ha fatto più gol di tutte le Under 21 europee, è un ragazzo molto intelligente e positivo anche mentalmente, puoi puntare su di lui. Alla fine mi è dispiaciuto molto, trattavo con la Roma, e in quel momento non ho ritenuto di dover lavorare per la Sampdoria, quindi personalmente non l’ho neanche fatto io questo trasferimento, o neanche parteciapato, e la cosa mi è dispiaciuta doppiamente, però i soldi non sono miei ma della Roma.

Michele Spuri