Inter-Roma, Chivu: “Occhio al duello Perisic-Salah”

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infortunio Salah
Mohamed Salah ©Getty Images

INTER ROMA CHIVU – Il big match di domenica sera si avvicina. Una partita che potrebbe rivelarsi decisiva in chiave Champions. Cristian Chivu, ex di entrambe le squadre è stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport”. Questo un estratto dell’intervista:

Come era giocare Inter-Roma?
“Una difficoltà enorme con entrambe le maglie. Grandi campioni da una parte e altrettanto dall’altra. Sono state partite sempre tirate, bellissime da giocare. E la rivalità tra le due squadre è aumentata proprio durante gli anni in cui giocavo io”.

C’è mai stato una sorta di complesso di inferiorità verso l’Inter quando era nella Capitale?
“Mai, sapevamo che giocare a Milano sarebbe stata sempre una sfida durissima. Ma conoscevamo le nostre potenzialità e non avevamo paura”.

Cosa ne pensa di Spalletti come allenatore?
“Un grande allenatore, ha un modo di parlare alla squadra e di caricare i giocatori che è unico. E poi è attentissimo ai dettagli, pignolo. Da calciatore spesso non capivo, adesso mi è tutto più chiaro: prevenire è meglio che curare”.

Se le dico Zanetti e Totti?
“Il martello e il fuoriclasse, due bandiere. Javier è sempre stato l’esempio per tutti. Quando si tornava alle 5 da una trasferta era lui che al mattino alle 10 tirava l’allenamento del mattino. Francesco è la bellezza del calcio, un giocatore e una persona straordinaria”.

Lei da ex terzino cosa farebbe contro Salah?
Quando mi capitava di sfidare gente veloce come Messi o Robben preferivo stare un po’ staccato da loro confidando nel raddoppio del centrale del mio lato o in quello del centrocampista di quel settore”. 

Quindi occhio al fattore Salah. E per l’Inter?
Perisic, fondamentale nei big match. Ha corsa, visione di gioco e senso del gol. Se la Roma giocherà a 3 dietro, il croato potrebbe affrontare un centrale portato fuori ruolo”.

Crede che un giorno Inter e Roma torneranno a lottare per lo scudetto?
“Per arrivare al livello della Juventus non servono soltanto undici ottimi giocatore e un ottimo allenatore. Ci vogliono una società sana che ti difenda, la tradizione e il palmares”.