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Juan Jesus: “Di Francesco ci fa stare molto corti”. E su Kolarov e Alisson…

Juan Jesus
Juan Jesus ©Getty Images

NOTIZIE AS ROMA DICHIARAZIONI JUAN JESUS – Il difensore giallorosso Juan Jesus ha rilasciato un’intervista sulla pagina Facebook della Roma, rispondendo alle domande che i tifosi in precedenza gli avevano fatto tramite l’ashtag ‘#askJesus’.

Le dichiarazioni

Chi è il compagno più divertente?
Ci sono tanti ragazzi. Kolarov (ride, ndr), De Rossi, Florenzi, Radja e Bruno Peres, in tanti vogliono scherzare e ridere un po’.

Su Kolarov
Lui è serio, ma è il suo carattere. E’ una grande persona e un grande professionista. Non devono avere paura. In campo mi aiuta, è un giocatore troppo forte. Fa solo piacere, spinge, difende e segna su punizione. Se sbagli mezza cosa si incazza, ma va bene.

L’aspetto più positivo del lavoro con Di Francesco?
E’ una questione di squadra corta, se siamo corti possiamo arrivare da tutte le parti. Non facciamo sempre il fuorigioco, semplicemente giochiamo molto corti.

Il momento più bello con la Roma?
Dopo la partita di Bergamo ho dato una risposta a tutti. Ho dimostrato perché sono a Roma e quello che valgo. E’ stata una partita perfetta sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Ho finito bene la scorsa stagione e ho iniziato come avevo finito.

Che idea avevi della Roma?
E’ sempre stata una squadra tosta. E’ sempre arrivata prima dell’Inter. Giocare contro Lamela, Osvaldo, Totti era difficile, erano attaccanti forti. E’ una grande squadra.

Chi ti ha messo più in difficoltà?
Totti. Non sai mai che fa. Se accorci la dà di prima, se aspetti lancia avanti per Gervinho, era difficile.

 

Prendi spesso in giro Alisson
Lui dorme sempre, è troppo facile! Sale sull’aereo e dopo 5 minuti dorme.

 

I tuoi tre film preferiti?
Avengers 2, Iron Man e Batman vs Superman. Ho una collezione di supereroi, mi piacciono.

Tre videogiochi preferiti?
Fifa, Rainbow Six e Gran Turismo.

Che emozioni provi quando entri in campo?
Alla prima in Champions League ero emozionato. Era un sogno fin da bambino, è stato indimenticabile. In ogni partita serve l’emozione, ma anche la concentrazione e la consapevolezza che è il tuo lavoro. Come un soldato che va in guerra, io devo difendere.

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