Strootman: “Se hai uno stadio ‘tuo’ è tutto diverso. Con Di Francesco siamo più stabili. Champions? Ormai è archiviata”

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Kevin Strootman ©Getty Images

L’olandese, centrocampista della Roma, Kevin Strootman ha rilasciato un’intervista al Match Program del sito giallorosso. Queste le sue dichiarazioni:

“Non sta a me giudicare le mie prestazione, ma so che posso crescere ancora. La Champions League è ormai archiviata, ora dobbiamo pensare al Chievo. A Verona è sempre difficile gicare e l’orario della partita non deve essere un alibi”.

Come ci si sente ad aver passato un girone della Champions League definito da tutti come di ferro, per di più da primi in classifica?
“Sapevamo sin dal giorno del sorteggio che ci aspettava un girone molto difficile. Ma conosciamo la nostra forza e ci siamo ben comportati. Abbiamo fatto il nostro dovere in Champions ma ora non conta più. Sicuramente portiamo con noi una buona sensazione, ma ora dobbiamo concentrarci sul campionato. La gara più importante adesso è con il Chievo”.

Sei partite, 540 minuti giocati, le tre gare casalinghe e le tre lontane dall’Olimpico. Quale è stato il momento decisivo per il passaggio del turno?
“E’ difficile individuare un solo momento; hanno contato tutte e sei le partite. La prima quando abbiamo sofferto contro l’Atletico, Alisson ha fatto 56 parate. Anche la trasferta di Londra è stata importante, un punto molto pesante. Direi che questi sono i momenti più importanti”.

Stadio…

“Giocare in casa propria è molto importante. In Olanda ho sempre giocato in squadre che avevano il loro stadio. Lì è normale perché lo fanno tutti, mentre qui è diverso. Se hai uno stadio tuo è importante non solo per la società e per i tifosi, ma anche per noi che scendiamo in campo. Ricevi tanta forza”.

Quella con il Qarabag è stata probabilmente una delle migliori gare della sua stagione…
“Non so se sia la migliore. Non sta a me giudicare. Non sono andato male ma anche in quella gara avrei voluto fare di più. Voglio fare sempre di più per poter aiutare la squadra”.

Ci fa un bilancio delle sue prestazioni fin qui da inizio stagione?
“Come dicevo prima non sta a me giudicare, tocca al mister, alla società. Finalmente mi è tornata un po’ di fiducia che mancava nei primi mesi, grazie al supporto del mister e dei compagni. So di poter migliorare ancora di più e nei prossimi cinque mesi posso fare meglio”.

E adesso con quale spirito vi avvicinate al prossimo impegno con il Chievo?
“A Verona è sempre difficile, ci ricordiamo la gara dell’anno scorso. Anche se si gioca alle 12.30 non deve essere una scusa. Dobbiamo dare tutto per portare a casa i tre punti, noi siamo forti, noi siamo la Roma”.

Non a caso il Chievo ha fermato sullo 0-0 il Napoli…
Sì, poi hanno anche perso nell’ultima partita contro l’Inter, hanno preso 5 gol. Strano perché non subiscono mai molti gol. Avranno quindi tanta voglia di riscatto ma noi dobbiamo far vedere che siamo pronti ad affrontare tutti.

Qual è l’aspetto in cui la Roma è riuscita a migliorare di più con Di Francesco?

“Siamo più stabili. Con il Qarabag non abbiamo giocato bene ma non abbiamo subito occasioni. Il mister è stato molto chiaro su quello che vuole e noi dobbiamo ancora migliorare per essere al top ogni partita”.

Molti dei suoi compagni hanno spesso sottolineato come la vostra forza sia la compattezza del gruppo. Che ne pensa?
“E’ vero, un cambiamento c’è stato. In rosa ci sono 23/25 giocatori e tutti sono scesi in campo. Ogni partita il mister cambia tre o quattro pedine ma rimaniamo sempre allo stesso livello, forse meglio. E’ una forza di squadra. Siamo un buon gruppo, vogliamo lottare e soffrire”.

Quanto è stato importante il gol contro la Spal?
“Ogni gol è importante. Prima della partita ne avevo parlato con Pellegrini, solo Radja aveva segnato tra noi centrocampisti e gli ho detto che uno di noi avrebbe segnato. Abbiamo segnato tutti e due in quella gara e sono contento”.

Sempre in quella gara ha giocato trenta minuti da regista davanti la difesa, le piace come ruolo, potrebbe essere il suo posto per il futuro?
“Potrebbe diventare il mio ruolo, ma abbiamo già due mediani che giocano benissimo, Gonalons e Daniele sono più forti di me. Chissà quando smetterà Daniele a 39 anni ci proverò!”

Cinque squadre in pochi punti: il campionato è più equilibrato o c’è solo grande differenza tra le prime e le altre?

“Non saprei ma sicuramente è molto equilibrato, con cinque squadre che vanno a passo di record. Ho letto che la Juve ha un punto in più dell’anno scorso e se le altre sono lì vuol dire che sono migliorate. Il nostro compito è fare di tutto per arrivare più in alto possibile in classifica”.

Delle top 5 chi è la più forte?
“Tutte le squadre di A sono difficili. Chi è più forte si vedrà ad aprile. Noi dobbiamo pensare al Chievo”.

Dove vuole e può arrivare la Roma?
“Difficile dirlo, si vedrà partita dopo partita. Siamo in tre competizioni e dobbiamo far vedere in campo di essere un buon gruppo”.

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