Home AS Roma News - Ultime notizie Roma Calcio Striscione per De Rossi, parla il ragazzo multato: “Non pago, faccio ricorso”

Striscione per De Rossi, parla il ragazzo multato: “Non pago, faccio ricorso”

Il ragazzo che ha esposto lo striscione per De Rossi all’Olimpico avrà da pagare una multa da 167 euro: quella scritta “Sangue romano… DDR nostro capitano” in Curva Sud durante Roma-Spal gli è costata cara.

Parla il ragazzo multato

Il ragazzo è stato raggiunto dai colleghi de ‘Il Romanista’ e ha rilasciato alcune dichiarazioni su quanto avvenuto. «Ci sono rimasto male sia per me sia per la Curva. Avevo preso posto proprio nella fila in cui è stato passato lo striscione da esporre. Mi hanno chiesto se volevo tenerlo, io ho chiesto cosa c’era scritto. Mi hanno risposto che era per De Rossi e ovviamente non ci ho pensato due volte». (..) Per ora, risulta essere l’unico multato tra le decine di persone che reggevano lo striscione: «Stavo con altri amici e a loro non è arrivato nulla.  Vado allo stadio quando capita e vado in Curva perché mi piace, ma non faccio parte del tifo organizzato», racconta GiovanniChe, ovviamente, a fine partita non immaginava minimamente di essere stato multato: «Mi ha chiamato al cellulare la polizia e mi hanno convocato al commissariato vicino via delle Medaglie d’Oro, dove mi hanno dato il verbale. A multarmi è stato però il commissariato di Prati, dove sono stato convocato per parlare, non so cosa mi diranno». Giovanni non ci sta. «La multa, per ora, non la pago. E penso di fare ricorso. Il mio avvocato mi ha detto che se un giorno mi succederà un’altra cosa, ad esempio se verrò multato per aver cambiato posto, risulterà che mi hanno fatto già una multa e sarò considerato recidivo: in questo modo potranno darmi il Daspo e vietarmi di entrare negli stadi senza che io abbia fatto nulla. Invece se faccio ricorso e lo vinco la multa viene annullata, è come si riparti da zero. (..) Quasi sicuramente farò ricorso. Per principio. La potrei pure pagare, 167 euro non mi rovinerebbero, ma sono innocente e non voglio»