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Roma-Porto, De Rossi: “Non importa se giocherò ancora tanto, domani partita importante”

De Rossi e Di Francesco
De Rossi e Di Francesco @ Getty Images

ROMA-PORTO CONFERENZA DE ROSSI – Il centrocampista giallorosso Eusebio Di Francesco si è presentato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Porto, valida per la gara di andata degli ottavi di finale di Champions League.

QUI LE DICHIARAZIONI DI DI FRANCESCO

Le dichiarazioni di De Rossi

Sono partite importanti, momenti della stagione cruciali. Hai deciso di sostenere Kolarov, è il momento di ricomporre qualcosa che si è rotto?
Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura io sarei il più contento. I tifosi mi hanno sempre difeso e protetto, Alex lo considero un fratello. Dico di fidarsi di me quando dico che è un grande professionista, da sempre quello che deve dare, a volte gioca in condizioni difficili, preferisco quelli così, piuttosto che quelli che baciano la maglia. C’è sempre da ricordare che il tifoso va rispettato e assecondato quando mostra un po’ di insofferenza. Spero che domani sia il giorno giusto per la ricomposizione della frattura.

Scorso anno la semifinale, quest’anno?
La semifinale dello scorso anno è un valore aggiunto, ci fa arrivare un po’ più pronti a partite delicate. Barcellona, Liverpool, sono squadre più abituate, lo stesso Porto. Può essere un motivi di sicurezza, si racchiude tutto nella parola esperienza. Lo scorso anno poteva finire anche meglio, ma è un altro torneo e non possiamo attaccarci a quello che è stato, pensare a preparare bene la partita di domani.

Se starai bene fisicamente giocherai un altro anno?
Si, questo l’ho già detto, se starò bene fisicamente continuerò a giocare. I compagni sono tanto importanti per me, negli ultimi 2-3 anni non mi sono mai sentito così importante. Quando sei capace a giocare tutto diventa più semplice. Allo Stadio mi sono sempre sentito a casa mia, sento un grande affetto anche da parte dei tifosi. Devo continuare a pensare a giocare bene, ci sta il rumore positivo quando fai le cose giuste, meno quando le fai negative.

Su Di Francesco
Ha un’idea di calcio, e quella non cambia se le cose vanno bene o male. Sa cosa e quali sono i nostri problemi. Gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi, più di quanto non lo siano quelli dei calciatori. Ha sempre mantenuto la testa dritta, soprattutto in una città come questa dove non è facile. Sull’orlo del baratro non ci siamo stati così tante volte, momenti in cui si è parlato del suo futuro, ma sull’orlo del barato è un’altra cosa.

Nelle scorse settimane hai avuto l’impressione di aver smesso?
Cerco di essere più realista possibile, era più un punto interrogativo che un’idea. Non ho mai pensato di aver smesso, sono stati 3 mesi da calciatore serio, ho fatto tutto quello che dovevo fare per rientrare nella maniera giusta. Il punto di domanda era quanto reggerà la mia condizione fisica, un’operazione alla cartilagine del ginocchio a 35 anni non l’avrei sopportata. Non vedo perché mi devo fare domande che poi il campo smentisca. Con la gestione dell’allenatore penso che potrei continuare a giocare.

Hai passato questi tre mesi con grande attaccamento e con grande passione per quello che fai. Questa partita, per il significato che ha per te e per la Roma, può essere il coronamento di un periodo difficile che è finito?
Giorno dopo giorno, in base alle risposte che mi da il ginocchio, sono piccoli coronamenti. Penso che si debba pensare alla partita, così come ho sempre fatto, non la mia condizione fisica, non sapere se giocherò sei mesi, un anno e mezzo o due, pensare collettivamente, non singolarmente. E’ logico che terrò aggiornato il mister e il dottore, ma non dobbiamo fare dei test sulla mia condizione fisica, è importante la squadra.

(fine)

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