Totti a tutto campo: Roma, Spalletti e la rivalità con la Lazio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:26

Francesco Totti è intervenuto nel corso di CasaSkySport e ha parlato della sua carriera raccontando dei retroscena, incalzato da ex colleghi.

L’appuntamento giornaliero con il nuovo target #SkySportYou in questo periodo di stop forzato del calcio giocato ha oggi come protagonista Francesco Totti e la sua unica storia con la maglia della Roma. L’ex capitano giallorosso è stato ospite di #CasaSkySport. Su Sky nel frattempo è ancora possibile scegliere una tra le partite che lo hanno visto protagonista. Roma-Parma del 2001, Inter-Roma con il suo grande gol, Roma-Juventus 4-0 e il 5-1 nel derby. Quella che avrà ricevuto più preferenze sarà messa in onda domani sera, sabato 4 aprile, su Sky Sport Uno in prime time, all’interno del “Totti Day”. C’è tempo fino alle 20 di stasera.

Francesco Totti
Francesco Totti @Getty Images

Intanto Totti ha risposto alle tante domande pervenute alla redazione di Sky Sport. Ecco una selezione tra quelle raccolte da “Forzaroma.info”.

Come stai impegnando il tempo che stai trascorrendo a casa?
Diciamo che la giornata è lunga, ma per fortuna ho una famiglia che mi sostiene e i bambini da seguire sempre. Tra compiti, giochi e palestra il tempo passa così.

C’è qualche film che rivedresti? Vedi tanta tv in questo momento?
In questi venti giorni abbiamo quasi scaricato Netflix. La sera è l’unica cosa che facciamo. Da questa sera inizia La Casa di Carta e siamo in prima linea.

Messaggio di Marcello Lippi: Francesco ti ricordi di me? Dopo il tuo infortunio abbiamo iniziato a costruire la nostra grande impresa. Volevo salutarti e il calcio ti aspetta
Il 19 febbraio ci fu un infortunio abbastanza serio e la sera stessa Mariani mi operò perché si era rotto il perone insieme ai legamenti. E’ stato un intervento duro e in testa mi è passata qualunque cosa. Ero sicuro di non poter andare ai Mondiali. La sera stessa, invece, Mariani mi disse di aver fatto tutto e che ora sarebbe spettata a me. Era sicuro che potessi far parte della spedizione. Poi fortunatamente il giorno dopo ci fu questa sorpresa dove ho visto la volontà e l’amore che mi ha trasmesso Lippi parlandomi. Mi si è capovolto tutto. Mi ha dato la forza di poter uscire da quel brutto tunnel. Fortunatamente con la voglia di partecipare a quel Mondiale perché sapevo che sarebbe stato l’ultimo. Mister e compagni mi hanno dato la forza di partecipare e di vincere la cosa più importante che si può portare a casa.

Perché hai lasciato così presto la Nazionale visto che hai giocato fino a 40 anni?
E’ stata una decisione presa prima dell’infortunio. Ogni anno facevo 40-50 partite e avevo un problema alla schiena. Dovevo mettere qualcosa da parte e non poteva essere la Roma. La scelta più brutta era lasciare la Nazionale. La Roma è stata tutto e fortunatamente sono riuscito a chiudere l’Italia vincendo la Coppa del Mondo”.

Mertens
@Getty Images Roma bandiera

Totti svela un retroscena del passato

Messaggio di Del Piero: Come vedeva la figura mia e della Juventus negli in cui giocavamo?
Parlare di Alessandro è riduttivo. Ci hanno sempre messo di fronte a un dualismo. Ci hanno provato sempre a metterci contro, ma avendo due caratteri quasi simili siamo riusciti ad unirci di più. Quando uno dei due non giocava, l’altro cercava di dargli sostegno perché poi le decisioni del mister andavano rispettate. Nel mio libro delle barzellette avevo pensato di girarlo con tutti i compagni della Nazionale e non solo con Alessandro siamo stati da dopo cena fino a notte a girare 4-5 barzellette perché ridevamo di continuo. Nessuno può cambiare il nostro rapporto.

Tu avresti chiuso con un’altra maglia se ci fosse stata l’opportunità come De Rossi?
Rispetto quello che ha fatto Daniele. Ognuno fa le sue scelte di vita. Io delle opportunità a fine carriera le ho avute: all’estero e anche in Italia. Ero dubbioso. Sinceramente io volevo continuare perché sentivo di poter dare qualcosa. Alla fine un anno o due non mi cambiava niente e siccome la mia scelta di vita è stata indossare un’unica maglia, giocare un anno o due da un’altra parte avrebbe cambiato tutto.

Chi ti ha chiamato?
La Sampdoria mi voleva a tutti i costi. Ferrero ha un debole per me, avrebbe fatto di tutto per portarmi lì.

La Samp ti voleva anche all’inizio della carriera
Se non ci fosse stato il torneo Città di Roma con Ajax e ‘Gladbach io la settimana dopo sarei andato alla Samp. Il mister non mi vedeva bene ma quella serata cambiò tutto. Fortunatamente sono riuscito a rimanere in questa splendida città. Chi lo sa dove sarei andato.

Cosa è successo poi con Spalletti?
Leggendo il libro si sa come finisce. Sono stati due personaggi diversi. Il primo Spalletti era top perché era come un secondo padre, una persona con cui stavo quasi sempre. Il secondo Spalletti avrà avuto le sue ragioni o qualche idea da qualche altra persone. Non dico che mi ha voluto mettere il bastone tra le ruote, ma qualcosa non è andato. Ho cercato di tenere sempre la testa alta e ho cercato di fare del mio meglio nonostante fossi in difficoltà.

Qual è stato il giocatore della Lazio con il quale hai avuto più rivalità?
Con Simone Inzaghi ho un grande rapporto. C’è rispetto reciproco e abbiamo fatto il percorso insieme in Nazionale. In questo momento è tra gli allenatori più forti in A e sta facendo grandi cose. La rivalità, invece, è sempre stata con Nesta nonostante un rapporto ottimo fuori dal campo.

Sulla possibilità che la Lazio di Inzaghi vinca lo Scudetto
Sarei stato contento se allenasse un’altra squadra. Da tifoso romanista spero si fermino il prima possibile. Sono quelle annate dove ti dice tutto bene. In questo momento non gli si può dire nulla. Spero ci possa essere un black out il prima possibile.

Hai già individuato qualche giovane interessante nella tua nuova attività?
Stavo partendo con questa società di scouting, ma poi con il Coronavirus ci siamo fermati. La mia volontà è di trovare un altro Totti o giocatori di questo spessore. Cercherò in tutto il mondo e spero di trovarne. Cercherò di farli crescere nel migliore dei modi. Qualche giovane l’ho preso e lo farò crescere come sono stato cresciuto io: con un percorso diverso da tutti gli altri. Riuscirò a trovarlo. Se mi pongo un obiettivo cerco di arrivarci.

Che idea ti sei fatto di Fonseca? Ti sarebbe piaciuto lavorare con lui?
La Roma in questo momento ha alti e bassi. Siamo abituati a questi problemi. Fonseca per me è un grandissimo allenatore che sta capendo il calcio italiano e la città di Roma. Sta capendo molte cose. E’ una persona di cui mi parlano tutti bene, in primis i giocatori. Con alcuni innesti possiamo fare un grande campionato il prossimo anno. Noi? Io rimarrò sempre della Roma, il mio cuore sarà sempre dentro Trigoria.