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Belinazzo: “Per la Roma il Coronavirus è stato un ‘cigno nero’. Emergenza doppia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:52
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NOTIZIE AS ROMA DICHIARAZIONI BELINAZZO SUL FUTURO – Il giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’ Marco Belinazzo ha rilasciato un’intervista al sito ‘ilromanista.eu’ nella quale ha affrontato il tema Coronavirus, come il Covid-19 possa ripercuotersi sui club italiani, e non solo, ma soprattutto sulla Roma. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Ripresa Serie A

“Credo che il campionato possa ripartire ma io ho ancora dubbi sulla praticabilità di giocare 120 partite in poche settimane, con gare ogni 72 ore. Ma soprattutto ci deve essere un’assunzione di responsabilità rispetto a eventuali contagi delle rose”.

I play-off potrebbero essere una soluzione?
Per me sarebbe questa la linea migliore. In questo modo si giocherebbero meno partite garantendo comunque l’assegnazione del titolo con la certezza di chiudere in tempo il campionato.

Se il calcio non riparte c’è il rischio default già in questa stagione?
Il default è un’ipotesi estrema, ma i danni economici saranno gravi. Il sistema calcio già produceva ogni anno dai 200 ai 300 milioni di perdite. È normale che l’emergenza sanitaria peggiori questa situazione.

Il taglio degli stipendi di staff e calciatori può bastare?
La riduzione degli ingaggi, al di là della buona volontà delle rose, aiuta ma non risolve. Poi è una soluzione non sostenibile a lungo termine senza incappare in contenziosi di tipo legale.

Poi c’è il discorso relativo ai diritti tv.
Abbiamo la certezza che le tv per ora non pagheranno l’ultima rata che doveva essere corrisposta il 1° maggio. Ci sono in ballo 230 milioni.

Tra gli effetti finanziari del Covid c’è anche il mancato affare Friedkin-Pallotta.
Per la Roma questa pandemia è stata quello che in finanza si definisce “un cigno nero”, cioè un evento imprevedibile che sconvolge la situazione. La trattativa con Friedkin era al fotofinish ed è stata paralizzata da questa emergenza. Ma non è ancora chiusa del tutto.

Dove si gioca la partita?
Da un lato c’è il futuro ancora nebuloso della Serie A, dall’altro ci sono gli effetti della pandemia sull’economia degli Stati Uniti con riflessi pesantissimi sugli affari del Gruppo Friedkin. Il magnate texano dovrà fare i conti con la recessione che investirà il mercato dell’automobile negli USA.

Quali sono gli scenari della trattativa?
La trattativa non è chiusa del tutto ma entrambe le parti aspettano l’evolversi della situazione. Sicuramente non può essere più considerata valida la cifra di 710 milioni. Al momento si ragiona su una forbice che varia tra i 500 e i 600 milioni. Difficilmente Pallotta e soci accetteranno offerte sotto questa cifra.

Il rapporto semestrale sul bilancio della Roma è preoccupante?
Il club ha dovuto affrontare un’emergenza doppia perché senza Champions ha perso almeno 50 milioni che arrivano a 100 se si considera anche questa stagione. La previsione di bilancio di 110 milioni di rosso è il riflesso di questa complicatissima situazione.

Quali sono le prospettive del club?
Un segnale importante è arrivato da Pallotta visto che ha confermato l’impegno a completare l’aumento di capitale per supportare finanziariamente il club. Il tema è capire quanto questo sostegno finanziario riuscirà a contenere l’impoverimento della Roma. È chiaro che senza Champions il club dovrà fare dei sacrifici sul mercato e accelerare sulla riduzione del monte ingaggi per riportare in equilibrio i conti in un conteso in cui tutta la Serie A vedrà ridurre le entrate.

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