Roma, le verità di Petrachi: “Fonseca? Ci sono rimasto un po’ male”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:22

Gianluca Petrachi è stato il direttore sportivo della Roma fino allo scorso mese, quando poi c’è stata la rottura con l’allora presidente Pallotta.

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Gianluca Petrachi @Getty Images

L’ex ds del Torino ha rilasciato una lunga e interessante intervista al Corriere dello Sport nella quale ha toccato vari temi della sua vita privata e lavorativa. Parlando anche della rottura arrivata con l’ex presidente della Roma: “Alla radice c’è una mancata comunicazione tra me e Pallotta. L’ho visto due volte in tutto. Al telefono non parlavamo mai, io non parlo inglese. Sono pigro e poi non ho un bel ricordo della mia parentesi inglese” ha spiegato.

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Roma, le parole dell’ex Petrachi

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“Ringiovanire la squadra, abbassare i costi e creare premesse per le plusvalenze. Ho fatto molte operazioni low cost” l’obiettivo che gli aveva posto la dirigenza. Petrachi ha portato nella capitale Smalling, Mkhitaryan e anche Ibanez, ora perno della difesa giallorossa. In panchina poteva esserci Conte: “Non ero ancora alla Roma. Posso immaginare che Antonio non si sia sentito abbastanza rassicurato” spiega Petrachi.

Poi la scelta è ricaduta su Fonseca, del quale l’ex ds tesse le lodi: “Da giocatore avrei voluto essere allenato da uno come lui, abbiamo sempre avuto un bel rapporto diretto, verace. Lui è un pacifico di natura. Tecnicamente e tatticamente si è confermato a Roma. L’unica cosa per cui ci sono rimasto un po’ male è che non ha speso una parola per me dopo il mio allontanamento”.

Quindi il ritorno sul momento della rottura: “Non sono un diplomatico. Non ci so fare nelle relazioni. Non telefono ai direttori, non mi concedo. Non è nelle mie corde. Avrei potuto essere più morbido nei modi, cercare di farmi conoscere meglio. La verità è che provai ad allontanare qualche gola profonda da Trigoria e fu subito la guerra”. Petrachi è stato sospeso, esonerato e poi licenziato: “Non mi piace essere finito, mio malgrado, in tribunale. Non avevo scelta. I cinque milioni che chiedo sono lordi e sono il corrispettivo dei due anni di contratto che ancora mi restavano alla Roma. Non un centesimo di più. Voglio solo che si sappia chi è Petrachi veramente e quanta voglia ha di tornare a fare il suo lavoro“.

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