Lazio, caso tamponi: ecco cosa rischiano i biancocelesti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:02

La Lazio rischia grosso. Il “caso tamponi” potrebbe far perdere alla squadra biancoceleste punti nella corsa ad un piazzamento nella prossima Champions League.

claudio lotito lazio
@getty images

Sono davvero tanti i capi d’accusa che vengono mossi dal Procuratore Federale contro la Lazio, pubblicati nella nota presente sul sito internet della Figc e che riguardano, in tema Covid, il rispetto e la mancata vigilanza delle norme legate alla materia dei controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti.


LEGGI ANCHE –>Calciomercato Roma, la Juventus stregata da Mancini

LEGGI ANCHE –>Roma, è allarme diffidati: ecco il piano di Fonseca

La Lazio rischia ko tavolino e penalizzazione in classifica

ciro immobile
@getty images

Come riporta il Corriere dello Sport, la Procura Federale contesta al presidente Lotito la violazione dell’articolo 4 del codice di giustizia sportiva, dell’articolo 44 (comma 1) delle Noif e anche la “mancata osservanza dei protocolli sanitari” specificata nel comunicato federale in materia Covid del primo settembre 2020. Ci sarà un processo, con la prima udienza che sarà fissata entro trenta giorni. Lo stesso quotidiano sportivo ipotizza le sanzioni che potrebbero arrivare in casa biancoceleste. Il presidente Lotito potrebbe decadere dalla carica di consigliere federale rappresentante della Lega. Per la Lazio, intesa come squadra, potrebbe arrivare una batosta sul piano della classifica. Perché la Procura potrebbe chiedere il ko a tavolino per i match contro Torino e Juventus, oltre ad una penalizzazione in termini di punti.

Il comunicato del club biancoceleste

“Con riferimento alla richiesta di deferimento al Tribunale Federale del presidente Claudio Lotito, del responsabile sanitario dott. Ivo Pulcini e del medico sociale coordinatore prof. Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari in materia di COVID-19, il portavoce del presidente, Roberto Rao, precisa che “si tratta di una questione relativa all’interpretazione delle norme che riguardano la disciplina che governa la materia del COVID-19, sia sotto il profilo dell’onere di comunicazione all’autorita sanitaria sia sotto il profilo dell’interpretazione applicativa di alcuni parametri dei protocolli sanitari”. “Rimaniamo in attesa che venga fissata l’udienza per la trattazione dinanzi al tribunale federale, nel rispetto dei termini previsti dal codice. Confidiamo nella giustizia sportiva, che si esprimerà nelle sedi preposte – conclude Rao -, affinché venga ristabilita la corretta ricostruzione dei fatti e venga riconosciuta la totale estraneità rispetto agli addebiti contestati” si legge nella nota.