Esonero Di Francesco, dal sogno Champions al declino | I tre motivi del crollo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:34

Esonero Di Francesco, dal sogno svanito della qualificazione in finale di Champions League ai tre esoneri di fila: i motivi del crollo.

Eusebio Di Francesco
Eusebio Di Francesco ©Getty Images

Eusebio Di Francesco non è più l’allenatore del Verona. L’esonero ufficiale arrivato dopo soltanto tre giornate rappresenta il punto più basso della sua carriera. Una carriera che ha toccato il suo apice proprio ai tempi della Roma, quando è riuscito a raggiungere le semifinali di Champions League. Battendo ai quarti di finale il Barcellona di Messi, un 3-0 che rimarrà per sempre come una delle pagine più belle della storia del club giallorosso.

Di Francesco nelle ultime tre esperienze dopo l’avventura alla Roma paga delle scelte sbagliate in fase embrionale. Con Sampdoria, Cagliari e Verona ha infatti accettato squadre che in precedenza mettevano in pratica un’idea di gioco diametralmente opposta al suo credo, il 4-3-3. Il tempo per inculcare ai calciatori i suoi concetti di gioco lo avrebbe avuto, a patto di avere a disposizione dei giocatori in grado di metterlo in pratica. In tutte e tre le esperienze non è riuscito ad ottenere dal mercato quello che avrebbe voluto, in particolare con Sampdoria e Verona.

Gli errori alla base del suo crollo vanno però ricercati ai tempi della Roma e hanno segnato inevitabilmente la sua carriera in negativo.

Esonero Di Francesco, gli errori ai tempi della Roma

Di Francesco ©Getty Images

Il primo grande errore in giallorosso è stato quello di puntare fortemente su Maxime Gonalons salvo poi tornare sui suoi passi dicendo che non era adatto al suo gioco e accettando di puntare su Steven Nzonzi. Una scelta fatta insieme all’allora direttore sportivo Monchi con cui la Roma sta ancora facendo i conti.

Un’altra colpa è stata quella di dare l’assenso all’acquisto di Javier Pastore come interno di centrocampo nel 4-3-3. Un ruolo nel quale – a parte le scarse garanzie a livello fisico – l’argentino non poteva assicura copertura e lavoro in fase di non possesso palla.

Di Francesco ha poi perso in modo definitivo la fiducia del gruppo e dello spogliatoio quando ha dato via libera alla cessione di Kevin Strootman a calciomercato quasi finito. Da quel momento il poi è iniziato l’inesorabile declino culminato col quarto esonero consecutivo in Serie A: dopo Roma, Sampdoria e Cagliari, ecco il Verona.