Roma, dal rapporto con Dybala al retroscena su Mou: Abraham svela tutto

Roma, il contenuto dell’intervista rilasciata da Tammy Abraham al Daily Abraham. Tanti sono i temi affrontati dal bomber inglese, che ha parlato anche di Dybala e Mou.

Dopo la rotonda vittoria contro l’Helsinki, maturata da pochi giorno dopo il successo in campionato contro l’Empoli, la Roma di José Mourinho cerca ulteriori conferme del proprio processo di crescita nella gara casalinga contro l’Atalanta. Il match con gli orobici non è mai banale, e potrebbe fornire chiavi di lettura interessanti per il percorso di crescita della compagine giallorossa.

Abraham Roma Mourinho
Tammy Abraham ©LaPresse

Servirà la classica gara perfetta per Abraham e compagni per venire a capo di un match che nasconde inevitabilmente molte insidie, nella quale i giallorossi dovranno essere molto bravi a capitalizzare quelle occasioni che saranno in grado di creare. A riposo in Europa League, Tammy Abraham ritornerà a prendersi il ruolo di centravanti boa come terminale di punta del reparto offensivo giallorosso. La staffetta con Belotti consentirà al bomber inglese di risparmiare energie importanti, in vista del tour de force che vedrà la Roma impegnata ogni tre giorni, tra campionato ed Europa League. Proprio Abraham nel corso di un’intervista rilasciata al Daily Mail ha toccato diversi argomenti, focalizzando la sua attenzione anche sul rapporto che lo lega a Mou e Dybala.

Roma, le parole di Abraham su Mourinho e Dybala

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Tammy Abraham ©LaPresse

Ecco uno stralcio della lunga intervista rilasciata da Abraham al tabloid britannico:

DYBALA – “Ha talento, è bravo come su FIFA. Porta anche qualità in termini di leadership anche se sembra avere 12 anni: ha quell’esperienza nella vittoria dei trofei che ci serviva. Personalmente è molto positivo per me, stiamo costruendo un bel rapporto.

MOURINHO – “Si tratta di uno dei migliori nella gestione dell’uomo. Sa parlare con i calciatori, conosce il modo migliore per affrontarli. Nel mio caso, non mi dice mai quanto giochi bene. All’intervallo non ricevo mai i complimento, anche se nella mia mente penso: “Sai che sto giocando bene.

Ti sprona a dare sempre di più. Prima della semifinale di Conference contro il Leicester della scorsa stagione, mi ha trascinato in una stanza e ha detto: “Tam, non penso che tu sia stato abbastanza bravo”. Rimasi sorpreso perché avevo segnato nella partita precedente: gli ho chiesto cosa volesse dire e mi ha detto che non vedeva il Tammy che aveva visto giocare contro al Lazio, ad esempio. È stato motivante e ho finito per segnare la vittoria contro il Leicester.”