Pelè, il ricordo di Sormani: “La 10 ritirata in tutto il mondo”

La scomparsa di Pelè ha colpito il mondo calcistico, c’è il ricordo dell’ex Santos, Angelo Sormani. Ecco le parole dell’ex  compagno del brasiliano

Angelo Sormani, classe ’39 ed ex compagno di squadra di Pelè al Santos ha ricordato il campione brasiliano. Prima calciatore e poi allenatore, con un passato in Serie A anche in maglia della Roma, ecco il suo omaggio dopo l’addio alla leggenda del calcio mondiale. Ecco le parole di Angelo Sormani in diretta alla TV Play su calciomercato.it.

Pelé, il ricordo di Sormani:: " La 10 ritirata in tutto il mondo"
Tifosi brasiliani e immagine di Pelè ©LaPresse

Sul ricordo del campione come compagno di squadra: “Siamo stati due anni della giovinezza insieme. Era una persona speciale. E’ diventato uomo molto presto. Lo volevano tutti. Doveva stare attento a come muoversi e vestirsi. Doveva essere molto serioso. Ha saputo reggere una giovinezza che poteva essere più divertente. Era l’ammiratore numero uno del pallone. Non beveva, non fumava.”

Sulle qualità di Pelè: “Ha accresciuto tutte le qualità del giocatore. Saltava più di tutti. Era veloce più di tutti. Senza parlare della tecnica…faceva quello che voleva. Era difficile trovare un difetto”

Addio Pelè, il ricordo dell’ex compagno Sormani

Sul confronto con Maradona: “Per me con tutto il rispetto per Maradona Pelè è stato il più grande di tutti. La completezza anche nel modo di curare il suo lavoro è stato importantissimo”

Pelé, il ricordo di Sormani " La 10 ritirata in tutto il mondo
Angelo Sormani premiato da James Pallotta © ANSA foto

Sul ritiro della maglia numero 10 in casa Santos: “Devono toglierla in tutto il mondo la maglia numero 10. E’ lui che aveva dato il prestigio alla maglia. Non è che ha preso la 10…la 10 si è attaccata a lui ed è diventata famosa.”

Sul possibile arrivo in Serie A: “Lui non ne aveva bisogno .Ogni volta che riceveva un’offerta andava in società e aumentava la cifra del contratto. Il suo contratto era indefinito. Stava a casa sua e stava bene con i suoi amici.

Su quella volta che giocò portiere: “Venne espulso il portiere. Lui voleva andare in porta e c’è andato. Non c’erano ancora le sostituzioni, Non gli hanno fatto tiri impossibili, ma non gli hanno segnato. Si divertiva ad andare in porta.”

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