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La proposta: tutte le restanti partite di Serie A da giocare a Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:59

Serie A, ipotesi clamorosa secondo “Repubblica”: tutte le squadre in ritiro a Roma per giocare le restanti partite del campionato.

Negli ultimi giorni è finita la gara a indicare la data della possibile ripresa del campionato di Serie A. Una gara in cui i protagonisti indiscussi sono stati il ministro dello sport Vincenzo Gravina e il presidente della FIGC Gabriele Gravina. I tempi non sono brevi, basti pensare che due delle prime tre squadre in classifica in campionato (Juventus e Inter), hanno parecchi calciatori fuori dall’Italia. Dovrebbero rientrare al massimo nella prossima settimana, ma obbligatoriamente saranno tutti sottoposti a due settimane di quarantena. Solo dopo questo periodo di tempo potranno tornare ad allenarsi con gli altri compagni. Sempre se il governo avrà dato il via libera. Prima della fine di maggio non ci sono i presupposti per partite, il problema sarebbe andare oltre. In un articolo di “Repubblica.it” c’è una proposta clamorosa a cui i club di Serie A starebbero pensando secondo il giornalista Fulvio Bianchi.

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Serie A: tutte le squadre a Roma

La proposta in sostanza sarebbe quella di fare giocare tutte le restanti partite di campionato a Roma, dove tutte le squadre del campionato resterebbero in ritiro per due mesi.

“Portare tutti i giocatori, di tutte le squadre, in ritiro-clausura a Roma per circa 45 giorni, farli allenare e giocare solo ed esclusivamente negli stadi della Capitale (i campi ci sono). Misure di sicurezza e sanitarie eccezionali, impianti a porte chiuse ovviamente, esclusi anche i giornalisti, test sierologici e mascherine per tutti (tranne i giocatori) quelli che entrano, e sono circa 300. Marcello Nicchi, capo degli arbitri, ha fatto notare inoltre ieri come si potrebbe disputare le ultime gare del campionato 19-20 senza Var: tutti i venti club dovrebbero però firmare una carta che sono d’accordo. Basta che uno che non firmi, si va dritti in tribunale e si blocca la stagione. Nicchi sostiene inoltre che gli arbitri sono ad alto rischio, ed ha perfettamente ragione: proprio per evitare viaggi e contatti a rischio, l’ideale sarebbe mettere in ritiro per un paio di mesi anche a loro a Roma, meglio a Tivoli, senza contatti con nessuno, famiglie incluse”.

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