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La promessa di De Rossi: “Roma, tornerò da allenatore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:49

La promessa di De Rossi, intervenuto oggi a Sky Sport: “Un giorno allenerò la Roma, ma dovrò meritarlo. Non chiamerò nessun dirigente”.

daniele de rossi
De Rossi @ Getty Images

Daniele De Rossi ha parlato oggi pomeriggio ai microfoni di Sky Sport, durante il programma #CASASKYSPORT: “Sono passato in pochi giorni da calciatore vecchio ad allenatore giovane. In questo periodo a casa mi sento un po’ stretto come tutti quanti, ma la salute c’è e quindi non posso lamentarmi. Venti anni di fila nella stessa squadra non capitano tutti i giorni. Sicuramente non è possibile ripetere un periodo così lungo da allenatore, soprattutto a Roma. Ma proprio non fa parte della natura del mestiere. Per prima cosa devo diventarlo: fare un percorso di crescita di cui tutti hanno bisogno. Inizio a vedere le cose con una calma che da giocatore non ti puoi permettere, perché sai che l’orologio va avanti. Sedermi sulla panchina della Roma un giorno mi piacerebbe, ma senza fretta”.

Essere stato un leader già in campo sarà di grande aiuto: “Inizierò questo percorso non solo perché mi piacerebbe, penso proprio di saperlo fare”, ammette lo storico numero 16. “Mi è sempre stato riconosciuto questo ruolo di leader: quindi magari sarò un pochino avvantaggiato da questo punto di vista ma essere allenatore è anche tanto altro”.

Come procedono gli allenamenti a casa?
“Abbastanza bene, svolgo i miei esercizi e da due settimane mi alleno tramite videochiamata con i miei amici di Foligno. Ci divertiamo, io mi diverto a vederli soffrire (ride, ndr). Mi alleno cinque volte a settimana, giovedì e domenica mi riposo”.

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De Rossi @ Getty Images

De Rossi racconta la notte dell’addio alla Roma

De Rossi ha raccontato le emozioni vissute nella sua ultima partita all’Olimpico: “Quella notte l’ho vissuta con grande serenità. Non ho finto neanche per un secondo, mi sono emozionato in alcuni momenti. E altri durante i 90 minuti sono stati un po’ di vuoto: non c’erano gli stimoli abituali. Quindi nei momenti di pausa, una sostituzione, un infortunio, mi ricordo che mi guardavo intorno e osservavo quella che era stata casa mia da quasi 20 anni: da questa prospettiva quel posto non l’avrei vista mai più. E lì un po’ di magone ti viene”. Ero sereno, sapevo di aver fatto un percorso negli anni: ‘Arrivaci pronto’, mi ero detto, ‘perché prima o poi arriverà’. Non conta quello che hai fatto in carriera e fa male a chiunque, un forte senso di malinconia. Ma era importante far vedere ai tifosi di essere andato via con un sorriso, perché sono felice di quello che loro mi hanno fatto diventare”. Il video dell’ultimo discorso nello spogliatoio, postato su Instagram da El Shaarawy, è diventato in seguito virale: “Io non preparo mai niente, inizio a pensarci in quei secondi. Negli ultimi giorni quei bastardi dei miei compagni mi facevano un applauso in allenamento anche se facevo un passaggio di 5 metri. La richiesta da parte mia è stata proprio quella: non è una partita di beneficenza, non voglio che mi passate sempre la palla. E’ una partita di calcio e la voglio fare alla mia maniera”.

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