Calciomercato Roma, Petrachi: “Scambi con la Juve? Voci infondate”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:13

Calciomercato Roma, il direttore sportivo Petrachi in un’intervista a Sky Sport ha fatto il punto sul futuro del club giallorosso.

calciomercato Roma Pedro
Pedro Rodriguez @ getty images

Il direttore sportivo della Roma Gianluca Petrachi ha partecipato su Sky Sport al programma “Il calciomercato che verrà” discutendo con i giornalisti Luca Marchetti e Gianluca Di Marzio. Queste le sue parole

Alla Roma ci sono diversi calciatori in prestito. Come gestire la scadenza del 30 giugno?
I calciatori che sono qui in prestito si trovano molto bene qui da noi. Sostanzialmente a parte Kalinic sono stati tutti titolari. Adesso dobbiamo aspettare e capire come si evolve la situazione e cercare di capire come sistemare il tutto. Avendo un colloquio quotidiano con i calciatori, mi sento fiducioso sul fatto che i ragazzi vogliano terminare con noi la stagione e non rientrare alle squadre che ce li hanno prestati.

Si sta lavorando per far in modo che Smalling e Mkhitaryan facciano parte anche del futuro della Roma, oltre il 31 agosto?
Posso dirti che numeri alla mano sono stati due prestiti vincenti. Mkhitaryan purtroppo lo abbiamo perso per infortunio, ma sta bene da noi. E anche Smalling e la sua famiglia stanno bene. La moglie è molto contenta della città. La Roma farà di tutto per tenerli entrambi, loro vogliono restare. Vedremo se ci riusciremo, però sicuramente sento di avere i due ragazzi accanto.

L’interruzione ha portato a una crisi economica. Il nuovo mercato dopo il coronavirus come sarà?
Il mercato che verrà è difficile da prevedere. Sicuramente caleranno i prezzi, non ci saranno più gli stessi parametri, va rivisto tutto il piano mercato. La Roma ha sempre venduto e comprato giocatori. Se la Roma venderà qualcosa, dovrà investire bene i soldi che ha incassato. Il trading deve essere fatto come fanno tutte le società. Nel momento in cui si vende si deve sapere reinvestirli. Questo è l’argomento più importante per un ds.

Zaniolo e Pellegrini possono essere sacrificati?
Pellegrini innanzi tutto ha una clausola rescissoria. Lorenzo è molto legato alla Roma, ma quando c’è una clausola se un giocatore decide di andare è libero di poterlo fare. Su Pellegrini ho pochi dubbi sul fatto che comunque, qualora arrivasse un’offerta, lui possa pensare di lasciare la Roma. Ha visto la credibilità e quanto la Roma sia cambiata nell’ultimo anno e vuole credere nel progetto da portare avanti questa estate. Zaniolo rappresenta il giocatore che emoziona i tifosi, per quanto mi riguarda faremo di tutto per trattenerlo e credo che la linea sia quella. Poi il calciomercato ti mette davanti a tante difficoltà, ma la volontà è quella di tenere tutti i nostri big.

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Zaniolo
Niccolò Zaniolo (Getty Images)

Calciomercato Roma, Petrachi a tutto campo

Petrachi ha affrontato parecchi altri temi.

La crisi economica peggiora il tuo lavoro?
Sì, tutti aspettano e nessuno fa la prima mossa anche se un giocatore ha fatto bene. Nello specifico faccio l’esempio di Schick che è un giocatore su cui il Lipsia ha il diritto di riscatto dato metà giugno, ma ancora tergiversa per capire cosa fare con lui. Provano a chiedere uno sconto, ma sinceramente non siamo qui a elemosinare. Schick me lo hanno già chiesto, ha mercato. Quindi, ci sta che il Lipsia prenda ancora del tempo, ma se non lo dovessero riscattare è possibile che arrivino più soldi di quelli che il Lipsia ha come diritto di riscatto. Gonalons ad esempio resterà al Granada se la squadra si salverà, lo stesso vale per Defrel con il Sassuolo che ha l’obbligo di riscatto se si salva. Ci sono tante situazioni in cui sei “impiccato” per cercare di capire quanti soldi avrai…

Florenzi?
Il suo agente Alessandro Lucci mi ha detto che ci sono due squadre molto interessate. Parlavamo dell’ipotesi anche della cessione.

Zappacosta?
E’ stato sfortunato, ora ha recuperato dall’infortunio, ora è a pieno regime. Ci siamo presi del tempo per valutarlo in questi due mesi nei quali troverà il suo spazio. Il giocatore deve dimostrare di star bene e ha voglia di farlo. Valuteremo di pari passo.

La cessione societaria pone vincoli più stringenti?
L’ad Fienga è il mio punto di riferimento. Né io, né la squadra abbiamo accusato questa problematica, non è mai mancato nulla. Anzi, ho chiesto di rifare i campi e sono stati fatti, con il quarto che sta sorgendo adesso. Le vicende societarie entrano in scena nel momento in cui si deve valutare il futuro e si deve programmare il mercato. Questa situazione ha portato a rilento un po’ tutto, quindi oggi è inutile dire se c’è a disposizione x o y, se non sai che giocatori devi vendere, che valutazioni puoi fare. A tempo debito arriveranno anche queste risposte.

Senza vendere non si compra?
Valuto i parametri zero, che sono sul mercato. Ma bisogna stare attenti. Il campionato non ha dato risposte definitive. A gennaio ho detto che Kalinic stava entrando in forma e puntualmente ha cominciato a fare prestazioni e gol. Oggi è prestito. Se dovesse fare altri 7-8 gol da qui alla fine le valutazioni su di lui cambiano. E quindi che devo fare? Vado a prendere un altro attaccante quando ne ho uno in casa che merita di restare. Se dovesse capitare il colpo non saremo impreparati.

Lei ha detto che la Roma è un punto di arrivo, è ancora così?
Sono arrivati giocatori giovani, ho cercato di svecchiare la squadra. Ho cercato di prendere ragazzi di prospettiva su cui la Roma, qualunque cosa succeda, può attingere. Mi piacerebbe costruire una Roma ancora più solida e forte. C’è un’intelaiatura importante. Se parli con il nostro capitano e punto di riferimento Dzeko, capisci quanto è stato fatto e quanto è contento di essere rimasto. Quello che gli è stato promesso, anche a livello tecnico, la Roma lo ha fatto. Vorrei continuare il lavoro fatto quest’estate, durante la quale è stata fatta una grande “semina”. Aspettiamo che tutto fiorisca.

Sono vere le voci di un suo possibile addio?
Dispiace quando in maniera strumentale escano fuori delle notizie. Sono una persona scomoda nell’ambiente calcio perché non regalo niente a nessuno dal punto di vista mediatico. Sono riservato e faccio il mio lavoro con onestà e trasparenza. In un ambiente come Roma non è semplice, ci sono diverse insidie. Se non ti prendi un caffè con un giornalista o non rispondi al telefono vieni attaccato. Il fatto che io venga attaccato mi ha permesso di essere ancora più intransigente con me stesso. Vado avanti per la mia strada. Pallotta o Fienga mi dovranno dire che ho fatto il mio tempo, ma al momento nutro la fiducia della società. A Roma ne hanno spappolati tanti di ds e allenatori. Se qui non si è vinto lo si deve anche a questo tipo di problemi che non sono legati alla tifoseria. La tifoseria è passionale e sentimentale. Le sfide mi piacciono. A Torino capitava spesso che mi davano per spacciato, poi restavo sempre io. Ho scelto io di andare via. Vedremo cosa succederà, sono pronto alla sfida.

A gennaio è stato Under uno dei più richiesti. Dalla Premier League il prossimo ad arrivare è Kean?
Kean non è un giocatore che abbiamo mai contattato o cercato. Kean è un ottimo giocatore ma non lo abbiamo mai cercato. Under è un grandissimo talento e vedremo cosa accadrà, certamente è un giocatore che fa la differenza e rompe gli equilibri. Su di lui ci sono delle squadre molto interessate, però vedremo, adesso è prematuro parlarne. Dobbiamo vedere un po’ come si sviluppa tutta la situazione.

Calciomercato Roma. A proposito di scambi, si sta muovendo qualcosina con la Juventus?
Fabio Paratici non lo sento dal mercato di gennaio. Non abbiamo parlato né di Mandragora né di Rugani. E posso dire che questi due calciatori entreranno mai nel progetto tecnico della Roma, anche queste sono voci infondate.