In Champions League grazie al ranking, l’UEFA ha già deciso

Tra qualche anno sarà possibile qualificarsi alla Champions League anche grazie ad altri mezzi oltre alla classifica del campionato

La Uefa valuta cambiamenti per la Champions League. Al massimo torneo europeo per club sarà possibile arrivare anche grazie a nuove strade che l’organo calcistico sta studiando. Alexander Ceferin, presidente dell’Uefa, sta cercando da tempo nuovi modi per ravvivare il calcio nel continente. Tra le tante riforme va ricordata la creazione della Conference League per dare spazio anche alle realtà più piccole. Un tentativo, questo, di attirare anche i tifosi di quelle squadre che non sono coinvolte in Champions o in Europa League.

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Logo della Champions League ©LaPresse

Nella Conference League, però, non ci sono solo piccole squadre. Oltre a queste, infatti, ci sono Leicester, Psv, Feyenoord, ma soprattutto la Roma. I giallorossi hanno passato gli ottavi di finale contro il Vitesse e, ai quarti, hanno pescato il Bodo/Glimt. Il club norvegese è stato già sfidato dagli uomini di Mourinho nel girone, senza grandi risultati positivi. Nel terzo torneo europeo, però, hanno avuto la possibilità di esibirsi davanti un pubblico molto ampio anche squadre che in coppe europee non sono mai state. Sicuramente un buon provvedimento, che sta spingendo Ceferin a studiare altre novità.

Champions League, la Uefa sta decidendo per l’accesso tramite il ranking

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Aleksander Ceferin, presidente della Uefa ©LaPresse

Una delle ultime innovazioni a cui sta pensando il numero uno del calcio europeo è quella di accedere alla Champions League tramite il ranking. Il provvedimento, che permetterebbe a due club con un alto ranking in Europa di qualificarsi, è stato contestato con veemenza dai club di media-alta grandezza. Secondo quanto riporta il The Times, però, la Uefa sta ancora valutando se utilizzare questa misura. Il format della Champions dovrebbe cambiare nella stagione 2024-2025 con 36 squadre coinvolte invece che 32. Come sostiene l’Eca, però, l’Uefa potrebbe tornare sui suoi passi e negare questa possibilità dando importanza alla posizione in classifica.