Roma, Pellegrini senza freni: la 10, effetto Mou e il verdetto su Zaniolo

Lorenzo Pellegrini, numero 7 e capitano della Roma, si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Il centrocampista giallorosso svela tutto

Lorenzo Pellegrini a ruota libera sui microfoni dell’emittente DAZN. Il capitano giallorosso apre il proprio cuore, svelando diversi retroscena legati alla sua carriera con la maglia della Roma. Spunta l’annuncio sulla maglia numero 10, ancora vacante in casa Roma dopo l’addio a Francesco Totti e non solo. C’è anche il verdetto sull’effetto Mourinho nello spogliatoio della Roma e sul rapporto particolare con Nicolò Zaniolo.

Roma, Pellegrini senza freni: la 10, effetto Mou e il verdetto su Zaniolo
Lorenzo Pellegrini ©LaPresse

Lorenzo Pellegrini si racconta a cuore aperto ai microfoni della trasmissione DAZN Heroes, a poche ore dal ritorno in campo della squadra giallorossa. Questo pomeriggio la Roma infatti tornerà a giocare allo stadio Olimpico, dopo quasi due mesi di pausa, per affrontare il Bologna di Thiago Motta. Il capitano giallorosso ha lanciato un messaggio d’amore a Francesco Totti: “Lui è Francesco, non è una cosa che si può spiegare. Conoscere Totti è stato importantissimo per me, mi è stato sempre affianco e mi ha aiutato. Lui è una persona eccezionale e con un grande cuore”. Sulla maglia numero 10: il 7 è il mio numero preferito. Quando ho visto che era libero non mi sembrava vero. Non avrebbe senso cambiare numero, alla fine conta ciò che fai in campo. Quando vedi la 10 pensi solo a Francesco, ed è giusto così.”

Roma, capitan Pellegrini senza filtri| Dalla 10 a Zaniolo: “Mourinho  fondamentale”

Su Nicolò Zaniolo: “Ho un rapporto particolare con lui, per me è come un fratello minore. Mi dispiace che tante volte viene fatto passare per quello che non è. Zaniolo è un ragazzo speciale e un calciatore straordinario.

Roma, Pellegrini senza freni: la 10, effetto Mou e il verdetto su Zaniolo
Lorenzo Pellegrini ©LaPresse

Sull’effetto Mourinho: “Mourinho è fondamentale, mi ha insegnato delle cose che non avrei mai pensato. La cosa che mi piace di più è che non gli basta mai. Se non vince il prossimo trofeo sta male. Se non vince domenica sta male. Abbiamo vissuto solo una finale con lui e non si parlava di altro che vincere. Ricordo che non avevamo vinto una partita e il suo modo di essere ti contagia. Quando non si vince c’è un’aria pesante. Chi non dà peso a una vittoria o a una sconfitta non può stare qui dentro.”