Addio Decreto Crescita: cosa cambia per la Roma, panico in Serie A

Decreto Crescita, il governo ha deciso una novità che è destinata a cambiare le sorti della Serie A e dei suoi club dal primo gennaio

Il panorama calcistico europeo è sempre in cerca di novità ed evoluzioni per rimanere al passo con i tempi. Riuscire a mantenere un alto livello di intrattenimento è fondamentale per mantenere la presa sulle nuove generazioni che stanno piano piano perdendo passione nei confronti del calcio giocato. Questo sembra essere stato sostituito in parte da quello virtuale, che con i vari videogiochi ha creato un impero più che solido.

Addio Decreto Crescita: cosa cambia per la Roma, panico in Serie A
Tiago Pinto, general manager della Roma (Lapresse) – Asromalive.it

Basti pensare ai tanti tornei che esistono per EA Sports FC 24, che da quest’anno ha cambiato nome a causa della fine dell’accordo del titolo canadese con la Fifa. Anche la Konami si difende con il classico eFootball, conosciuto dai più come Pes, che ha però perso piano piano terreno rispetto alla concorrenza. Questi videogiochi sono connotati da una grande dinamicità e velocità che ha cambiato i paradigmi di fruizione del mondo del calcio, anche grazie ai servizi streaming.

Grazie alla pandemia, questi hanno conosciuto un picco di popolarità vista l’impossibilità di uscire a causa del lockdown. Finiti quei momenti, bui, tutta l’industria calcistica ha cercato di ripartire, così come i governi che hanno deciso di distribuire incentivi e aiuti alle industrie e ai lavoratori.

Decreto Crescita, dal 1° gennaio addio: Lukaku salvo

Uno di questi era il Decreto Crescita, che permetteva di assumere lavoratori dall’estero e usufruire di sgravi fiscali che rendevano le operazioni vantaggiose. Ad aver sfruttato questo provvedimento è stato soprattutto il mondo del calcio, dove i club hanno offerto ingaggi più alti per convincere i talenti esteri.

Addio Decreto Crescita: cosa cambia per la Roma, panico in Serie A
Romelu Lukaku, attaccante della Roma (Lapresse) – Asromalive.it

Ora, invece, sembra che tutto sia destinato a cambiare. Come riporta gazzetta.it, sito della Gazzetta dello Sport, il governo ha varato una stretta sugli sgravi fiscali dei lavoratori che arrivano dall’estero, ma soprattutto ha escluso gli sportivi da queste facilitazioni. Il Decreto Crescita, quindi sparirà dal 1° gennaio e coinvolgerà anche tutti i calciatori arrivati in Italia dal 1° luglio. Trema soprattutto il Milan che deve pagare tutti i nuovi arrivati come Loftus-Cheek, Pulisic e Reijnders, mentre l’Inter dovrà pagare per intero gli stipendi di Pavard e Thuram. La Juventus dovrà occuparsi solo di Weah, mentre il Napoli di Lindstrom, Cajuste e Natan. La Roma, invece, dovrà versare gli ingaggi di Aouar e Ndicka e di tutti gli altri volti nuovi, mentre Lukaku e Paredes sono salvi. Chi ha ottenuto lo sgravio lo scorso anno, infatti, lo manterrà.

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