Roma, il gioco latita ma gli expected goals danno ragione a Mourinho

La Roma, fin qui, ha faticato molto a concretizzare la mole di gioco creata. Emerso il dato che inchioda Mourinho.

La prima parte della stagione della Roma è stata in chiaroscuro. In campionato i giallorossi sono andati incontro a diverse prestazioni opache, che di fatto hanno rallentato la corsa verso i piani nobili della classifica. In Europa League, invece, la squadra ha concluso la fase a gironi al secondo posto.

Roma, il gioco latita ma gli expected goals danno ragione a Mourinho
José Mourinho, allenatore della Roma ©LaPresse

Diverse le cause alla base del rendimento non del tutto soddisfacente offerto dai capitolini, a partire dalla sterilità del reparto offensivo. Tammy Abraham, autore del gol del pareggio ieri sul campo del Milan, ne ha segnati appena a in 17 apparizioni complessive. Un bilancio modesto, che non gli ha concesso di strappare la convocazione ai Mondiali. Male anche Nicolò Zaniolo, andato a segno soltanto una volta in 906 minuti.

Non pervenuti, poi, Andrea Belotti ed Eldor Shomurodov. L’ex Torino, preso a parametro zero nella scorsa estate, non è riuscito ad imporsi nella nuova realtà faticando a recepire le indicazioni tecniche di José Mourinho. La Fiorentina, in queste ore, si è fatta avanti e l’operazione ha diverse chance di andare in porto. L’uzbeko, invece, è scivolato nelle gerarchie di Mourinho ed è in procinto di trasferirsi al Torino. Attaccanti che, fin qui, hanno deluso le aspettative.

Roma, negativi i dati riguardanti la produzione offensiva

La Roma, nelle varie partite, tende a creare molte occasioni da rete e a prendere spesso il pallino del gioco in mano ma fatica a concretizzare la mole di gioco creata. In termini di “Expected goals”, fa notare oggi ‘Sportmediaset’, la produzione offensiva risulta pari a quella registrata dal Milan e dall’Inter.

Roma, il gioco latita ma gli expected goals danno ragione a Mourinho
Andrea Belotti, attaccante della Roma ©LaPresse

Il problema, però, è che i giallorossi hanno segnato molto meno rispetto ai rivali: 21 reti, a fronte delle 33 e delle 37 totalizzate dalle milanesi (-12.68). Un dato ambivalente, che se da un lato conferma le difficoltà dell’attacco, dall’altra testimonia quante occasioni effettivamente crei la squadra nell’arco dei 90 minuti.

Per entrare in maniera stabile nelle prime 4 posizioni della Serie A e andare avanti in Europa League servirà un pizzico di concretezza in più sotto porta. Il primo passo, ovvero acquistare Ola Solbakken, è stato fatto. Ma non basterà per risalire la corrente. Abraham e Zaniolo dovranno alzare ulteriormente i giri del proprio motore. Mourinho, intanto, può sorridere. La qualità della manovra può soltanto migliorare.